Emozioni, solidarietà, messaggi importanti e un ricordo indelebile, quello di Antonio Finamore. Questo è quanto avvenuto ieri mattina a Trinità di Sala Consilina con il ritorno del “Pararaduno Finamore”, l’iniziativa promossa dall’associazione “Antonio Finamore c fai sta bbuono”, nata per ricordare il giovane salese deceduto in un incidente stradale.
La giornata è cominciata di prima mattina nei pressi deel piazzale del Quadrifoglio da dove è partito il corteo delle vetture storiche, messe a disposizione con passione dai driver amatori. A bordo, con loro, i veri protagonisti della giornata ovvero i co-driver, ai quali è stata regalata l’opportunità di vivere un’esperienza speciale, tra il fascino delle auto d’epoca e il piacere di condividere un viaggio.
Quest’anno l’associazione ha voluto ampliare ulteriormente il significato dell’iniziativa. Se nelle precedenti edizioni il posto da co-driver era riservato soprattutto alle persone con disabilità, questa volta il messaggio è stato ancora più inclusivo: il sedile è stato aperto a chiunque avesse bisogno di una giornata diversa, di compagnia, di un momento di leggerezza o semplicemente della possibilità di sentirsi parte di qualcosa. “Il Pararaduno Finamore, infatti, va oltre il semplice raduno di auto d’epoca. È un appuntamento nel quale la passione per i motori diventa uno strumento per creare relazioni, regalare sorrisi e abbattere, almeno per una giornata, quelle distanze che spesso isolano le persone”, fanno sapere gli organizzatori.
Emozionante poi è stata la testimonianza di Michela di Brienza sulla donazione degli organi, quest’anno la manifestazione era legata ad Aido, e Michela, giovane di Padula ha raccontato come viva grazie alla donazione. Ricordiamo che grazie alla donazione di Antonio Finamore dopo il suo decesso, alcune persone sono ancora in vita.
