Il derby sorride al Benevento, che espugna il Centro Sportivo Meridionale con un 2-1 costruito nei primi minuti e difeso con carattere, sacrificio e una straordinaria prestazione del portiere Ditano.

Per lo Sporting Sala Consilina arriva invece la prima sconfitta casalinga del campionato, al termine di una gara dai due volti, nella quale la squadra di Conde paga a caro prezzo un avvio difficile, le tante occasioni sprecate e una buona dose di sfortuna. La domanda, alla fine, resta inevitabile: merito del Benevento, bravo a interpretare la partita con concretezza e attenzione, o demerito dello Sporting, incapace per lunghi tratti di trovare ordine e lucidità? Probabilmente entrambe le cose. La formazione di Scarpitti ha saputo soffrire, chiudere gli spazi e colpire nei momenti decisivi, mentre i padroni di casa hanno impiegato troppo tempo per trovare il proprio gioco, finendo per sbattere contro il muro giallorosso e soprattutto contro un Ditano in serata di grazia.
L’avvio è subito in salita per lo Sporting. Al 4’47” Foti impegna Ditano con una conclusione potente, ma poco dopo arriva l’episodio che cambia l’inerzia della gara: al 5’42” Nossal commette una grave ingenuità, rinviando sulla schiena di Sosa e favorendo il vantaggio sannita. Il Benevento colpisce ancora al 7’11”: lancio con le mani di Ditano, colpo di testa di Gui e pallone in rete per il raddoppio ospite. Un uno-due che lascia i padroni di casa storditi e costringe Conde a chiamare immediatamente timeout. Lo Sporting prova a reagire, ma trova sulla propria strada un Ditano attentissimo. Il portiere sannita si oppone a Delmestre, fa buona guardia sulla conclusione di Walex e, con l’aiuto di Caruso, evita un’altra capitolazione. La squadra di casa aumenta la pressione e prende progressivamente campo, senza però riuscire a trasformare il predominio territoriale in gol. Brunelli e Delmestre ci provano ripetutamente, ma manca precisione nell’ultimo passaggio e nelle conclusioni. Il Benevento si compatta nella propria metà campo, difendendo con ordine e concedendo pochi spazi centrali.
Lo Sporting attacca, ma lo fa spesso senza la necessaria lucidità, agevolando il compito degli uomini di Scarpitti. Si va così al riposo sullo 0-2, con i sanniti bravi a sfruttare le occasioni e i padroni di casa chiamati a cambiare completamente passo. Nella ripresa lo Sporting torna in campo con un atteggiamento più aggressivo. Delmestre sfiora il bersaglio, mentre dall’altra parte Lamas costruisce una ripartenza pericolosa conclusa da Sosa, sul quale Nossal si riscatta con un intervento straordinario. Ma è soprattutto Ditano a prendersi la scena: prima si supera sulla conclusione di Biscossi, poi si ripete sul destro violento dello stesso attaccante e successivamente sulle conclusioni di Fedele e Rossetti. La squadra di Conde cresce con il passare dei minuti e costruisce una lunga serie di opportunità. Brunelli cerca la porta dalla distanza, Rossetti non trova la deviazione vincente e il portiere sannita continua a opporsi con interventi decisivi. Anche quando sembra battuto, il Benevento trova il modo di salvarsi, come in occasione della scivolata provvidenziale di Rafinha. La pressione salese diventa sempre più insistente, ma il gol continua a non arrivare. A quattro minuti dalla sirena Conde si gioca la carta del quinto uomo, aumentando il rischio pur di riaprire la partita. La scelta paga al 18’25”, quando un tiro di Brunelli viene deviato nella propria porta da Lamas: lo Sporting accorcia le distanze e torna a crederci. Il finale è un autentico assedio. Ditano respinge ancora la conclusione di Biscossi, mentre a venticinque secondi dalla sirena Brunelli fa tremare il Centro Sportivo Meridionale con una potente conclusione che si stampa in pieno sul palo. È l’ultima, enorme occasione di una partita che si chiude con l’esultanza del Benevento. I sanniti conquistano tre punti preziosissimi, interrompendo una striscia di quattro sconfitte consecutive.
Una vittoria di carattere, costruita sulla concretezza e sulla capacità di soffrire, con Ditano autentico protagonista e un gruppo capace di difendere il vantaggio fino all’ultimo secondo. Per lo Sporting Sala Consilina, invece, resta tanta amarezza. La prima sconfitta interna del campionato arriva al termine di una prestazione contraddittoria: troppo disordinata e prevedibile nella prima parte, decisamente più convincente nella ripresa. Le occasioni non sono mancate, ma tra imprecisione, interventi straordinari del portiere avversario e quel palo colpito da Brunelli, la rimonta è rimasta soltanto un’illusione. La sosta arriva probabilmente nel momento più opportuno per la formazione di Conde. C’è bisogno di ritrovare certezze, equilibrio e soprattutto recuperare quella lucidità che sembra smarrita. Perché il potenziale della squadra non è in discussione, ma le prestazioni continuano a raccontare una storia fatta di troppi alti e bassi.