Patrimonio da circa 500mila euro confiscato ad Angri nell’ambito di un’operazione della Direzione Investigativa Antimafia. Il provvedimento ha riguardato una villa e un’autorimessa, ritenute riconducibili al patrimonio di un pregiudicato angrese, deceduto nel 2021, già sottoposto in passato a misure di prevenzione personali e patrimoniali.

La confisca è stata eseguita dalla DIA su delega della Procura della Repubblica di Salerno, in attuazione di un decreto emesso dalla Sezione Riesame e Misure di Prevenzione del Tribunale di Salerno, ai sensi del Codice antimafia.
I due immobili, situati nel territorio comunale di Angri, sono stati ricondotti agli asset patrimoniali dell’uomo, nonostante risultassero formalmente intestati a prestanome.
Il destinatario della misura era stato qualificato come soggetto socialmente pericoloso ed era già stato sottoposto alla sorveglianza speciale di pubblica sicurezza. Nel corso degli anni era stato inoltre interessato da altri provvedimenti ablativi, eseguiti dalla stessa Direzione Investigativa Antimafia di Salerno.
A carico dell’uomo risultavano condanne definitive per diversi reati, tra cui furto, usura, ricettazione, sfruttamento della prostituzione ed estorsione. Le condotte contestate e accertate giudizialmente si sarebbero protratte, senza soluzione di continuità, dal 1978 al 2017.
L’ultimo provvedimento di confisca è arrivato al termine di una complessa attività investigativa condotta dalla Sezione Operativa della DIA di Salerno, su delega della Procura della Repubblica. Gli accertamenti erano finalizzati a individuare ulteriori beni riconducibili al patrimonio del soggetto, anche se formalmente intestati a terze persone, e non compresi nelle precedenti misure di confisca.
Il decreto è stato adottato nei confronti di cinque eredi del soggetto proposto e di un terzo interessato.