Una scelta di grande generosità quella di Eugenia, anziana proprietaria di una dimora storica a Rocca Cilento. Il ricavato della vendita sarà destinato ai bambini colpiti dalla guerra, con l’obiettivo di contribuire alla realizzazione di una struttura sanitaria. “Tutto quello che ricavo dalla vendita di questa casa andrà a Medici Senza Frontiere per i bambini di Gaza.” È una decisione maturata con consapevolezza e sensibilità quella di Eugenia, anziana proprietaria di una storica dimora a Rocca Cilento, nel cuore del territorio cilentano, che ha scelto di destinare l’intero ricavato della vendita a sostegno dei più piccoli che vivono le drammatiche conseguenze della guerra. Una scelta che va oltre il valore economico dell’immobile e assume un significato profondamente umano. “Quando andremo dal notaio, dovranno dirmi cosa vorranno poi farne di questi soldi, un ospedale o un’altra struttura, per non far morire più quei bambini, racconta la donna, spiegando il desiderio di trasformare il patrimonio della propria famiglia in un aiuto concreto per chi si trova in una condizione di estrema difficoltà.
A seguire il percorso di vendita è Francesco Pio Figliola, agente immobiliare specializzato in immobili di prestigio nel Cilento, che ha deciso di raccontare questa storia attraverso un video pubblicato sui propri canali social. Un’iniziativa nata dalla volontà di dare visibilità a un gesto di solidarietà tanto particolare quanto significativo.

“Nella mia carriera ho avuto modo di conoscere tante persone e di occuparmi di immobili di grande valore, ma non mi era mai capitato di incontrare un gesto cosi importante, racconta Figliola. “Sono profondamente colpito dalla scelta di questa signora, che ha deciso di trasformare il valore di un bene cosi personale, legato ala storia della sua famiglia, in una possibilità di aiuto per bambini che stanno vivendo una tragedia immensa. Per me è un onore poterla accompagnare in questo percorso e contribuire, attraverso il mio lavoro, a dare concretezza alla sua volontà. La proprietà rappresenta un pezzo di storia del territorio. Situato a Rocca Cilento, il complesso comprende un antico palazzo di pregio risalente al Seicento e una cappella dedicata a San Giuseppe, la cui fondazione è documentata nel 1751. In quell’anno, durante una visita pastorale, il vescovo registrò la presenza della cappella voluta dal marchese Granito. Anche gli spazi esterni custodiscono ricordi familiari che attraversano le generazioni. Nell’orto della proprietà si trovano un noce, un ciliegio e un albero di loti piantato nel 1949 dal padre di Eugenia, in occasione del suo matrimonio. Un dettaglio che racconta il legame profondo tra la donna e quella casa, costruito attraverso decenni di vita, affetti e memoria. Proprio il valore sentimentale di questa dimora rende ancora più significativa la decisione della proprietaria. Separarsi dalla casa di famiglia significa anche rinunciare a un patrimonio di ricordi, ma per Eugenia questa scelta rappresenta l’opportunità di dare un nuovo significato alla storia dell’immobile. Il desiderio è che il valore di quella casa possa trasformarsi in cure, assistenza e nuove possibilità di sopravvivenza per i bambini di Gaza. Una scelta personale che porta con sé un messaggio universale e ricorda come anche un gesto individuale possa contribuire a fare la differenza nella vita di chi sta affrontando una delle emergenze umanitarie più drammatiche del nostro tempo.