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venerdì, 17 Aprile, 2026
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Barricate di Coldiretti al porto di Salerno per bloccare una nave carica di passata di pomodoro “cinese”

Sei gommoni, circa 150 attivisti, e un solo grido “No fake in Italy”, è così che la Coldiretti va “all’arrembaggio” della nave con 40 container di concentrato di pomodoro cinese, approdata questa mattina al molo Pisacane, del porto di Salerno, per contrastare quella che secondo gli agricoltori che hanno organizzato il blitz odierno, “altro non è che una concorrenza sleale in grado di mettere a rischio la salute dei cittadini e la sopravvivenza delle imprese agricole del territorio”.

Ad annunciarlo, all’inizio di maggio, confermando le voci che circolavano da oltre un mese, era stato l’operatore logistico cinese Sdi Logistics segnalando l’avvenuta partenza, il 29 aprile, di un convoglio merci dalla località della regione autonoma dello Xinjiang, nella Cina nord-occidentale, destinato ad attraccare al porto di Salerno, dopo un viaggio di diecimila chilometri tra binari e mare.

La Coldiretti, attraverso il blitz con i gommoni in corso questa mattina, intende segnalare alle autorità competenti la presenza della nave sul nostro territorio: “Riscontriamo l’aumento del 50% delle importazioni di salsa di pomodoro cinese in Italia alla metà del prezzo di quello italiano: non si conosce la provenienza, nè le tecniche usate per la lavorazione, nè gli standard qualitativi di questi prodotti importati, con il rischio che vengano spacciati sui mercati nazionali ed esteri come Made in Italy, con gravi danni per tutto il comparto agricolo nazionale”.

Contemporaneamente, sempre in difesa del Made in Italy dall’invasione di prodotti stranieri, a Bari, sono salpate le imbarcazioni con le bandiere gialle “all’arrembaggio” della “nave fantasma” carica di grano turco, di cui si erano perse le tracce dopo che aveva lasciato la Tunisia, da cui pare sia stata respinta, e toccato le coste greche per arrivare nella città pugliese.

“Occorre fermare le importazioni sleali, introducendo con decisione il principio di reciprocità per fare in modo che tutti i prodotti che entrano nell’Unione rispettino gli stessi standard dal punto di vista ambientale, sanitario e del rispetto delle norme sul lavoro previsti nel mercato interno”, hanno sottolineato in un post facebook gli attivisti Coldiretti.

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