venerdì, 17 Aprile, 2026
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De Luca sul rischio della chiusura dei pronto soccorso in Campania. “I fondi son insufficienti”

IL Presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, nel corso del suo intervento al festival delle Regioni in corso a Bari ha ribadito quanto le risorse della sanità regionali siano insufficienti e quanto si stia facendo fatica ad andare avanti. “Abbiamo una condizione differenziata tra regione e regione, ha sottolineato il Governatore, dirigo una regione che è l’ultima nel riparto del fondo sanitario nazionale, una cosa che grida vendetta da dieci anni. La Campania è stata derubata di quasi dieci miliardi di euro in un decennio”.

“Siamo sul punto di chiudere i pronto soccorso, sì o no? Arriva a tutti questa cosa? Perché da questo punto di vista non c’è nessuna decisione. Non vedo la spallata necessaria per superare queste criticità”.

“Abbiamo una condizione differenziata tra regione e regione , ha continuato De Luca, dirigo una regione che è l’ultima nel riparto del fondo sanitario nazionale, una cosa che grida vendetta da dieci anni. La Campania è stata derubata di quasi dieci miliardi di euro in un decennio”.

Da qui le proposte avanzate dalla Campania. “Abbiamo proposto di attribuire le stesse risorse del riparto per ogni cittadino italiano, è una cosa così semplice che non la si fa – ha spiegato -. Poi decidiamo di attribuire a ogni regione per ogni mille abitanti lo stesso numero di medici e infermieri, cosa semplice, che rispetta la Costituzione ma non la si fa. Proponiamo che sia vietato di fare contratti regionali per la sanità e scuola pubblica perché determinerebbe un divario enorme. Siamo in una situazione delicata perché rispetto alle emergenze che abbiamo, questa è la mia opinione, non vedo la spallata necessaria per superare queste criticità”.

“Ad oggi l’unica cosa certa è che avremo 1 miliardo e 300 milioni per il prossimo anno, poi per il 2026, il 2027 siamo nel grembo di Giove – ha sottolineato De Luca -. Non abbiamo risorse per le assunzioni di 30mila infermieri e 20mila medici, avremmo bisogno di uno sforzo nazionale perché questa disattenzione dura da anni ed è da almeno tre governi che non hanno affrontato il problema”.

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