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mercoledì, 6 Maggio, 2026
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Nuovo “no” della Basilicata ad un deposito di scorie nucleari

La Regione Basilicata ha trasmesso al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (Mase) una relazione contenente eccezioni tecniche per evitare che nel territorio lucano venga individuato un deposito unico di scorie nucleari.

Il Dipartimento Ambiente ha inviato una documentazione aggiornata che include tutte le osservazioni pervenute fino a pochi giorni fa, comprese quelle dei Comuni di Bernalda e Montalbano Jonico del 18 dicembre, e quella del Comune di Matera del 19 dicembre. In sintesi, al Documento delle Osservazioni Tecnico-Scientifiche (Dots) già presentato nel 2021 sono stati integrati nuovi elementi, frutto del completamento del Piano Paesaggistico Regionale (Ppr). Tra i contenuti aggiuntivi, si trovano approfondimenti sul ‘Patrimonio Culturale’, riguardanti il riconoscimento di un tratto dell’Appia Antica, che coinvolge i Comuni di Melfi, Rapolla, Venosa, Palazzo San Gervasio, Banzi e Genzano di Lucania come Patrimonio Mondiale dell’Unesco, e l’inclusione della ‘Via Francigena’ nei finanziamenti del Ministero del Turismo previsti per maggio 2024. Inoltre, è stata approvata dalla Giunta regionale l’istituzione del sito Natura 2000 ‘Corridoio Ionico di Migrazione’, volto a garantire la conservazione delle specie ornitiche selvatiche, che interessa i comuni di Bernalda, Pisticci, Scanzano Ionico e Policoro.

In sostanza, la documentazione presenta tutti gli elementi relativi ai territori lucani identificati dalla carta nazionale, che ostacolerebbero la realizzazione del deposito a causa delle loro caratteristiche geologiche, culturali, paesaggistiche e dell’importanza economica. “Abbiamo mobilitato in modo sinergico tutte le risorse tecnico-scientifiche per evitare l’individuazione del sito in Basilicata. Siamo fiduciosi che con questo imponente lavoro documentale la Basilicata possa essere esclusa dal novero dei siti idonei”, afferma l’assessore all’Ambiente e alla Transizione Energetica della Regione Basilicata, Laura Mongiello.

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