É un amore che va oltre le barriere fisiche quello che nutrono le madri detenute per i propri figli. Le difficoltà e la sofferenza sperimentate da queste donne nel dover stare lontane dai propri bambini pesa ogni giorno ma si fa sentire ancora più forte con l’avvicinarsi della Festa della Mamma. Proprio per questo, per dare un momento di sollievo alle detenute delle case circondariali “A. Graziano” di Avellino e “A. Caputo” di Fuorni, Salerno, e per far vivere anche a loro questa ricorrenza coi propri bambini che la Fondazione della Comunità Salernitana ha avviato il progetto” S.Av.E. L.ove – CuriAmo la Relazione”, all’interno del quale è presente anche l’iniziativa “Mamme per Mamme” che vuole andare oltre il semplice festeggiamento di un giorno.
“Il progetto S.Av.E. L.ove – CuriAmo la Relazione, selezionato da Impresa Sociale Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile, ha coinvolto attivamente le direzioni penitenziarie e i partner territoriali – aggiunge Maria Patrizia Stasi, coordinatrice del progetto – confermando l’urgenza e la necessità di costruire percorsi di umanità laddove sembrerebbe impossibile. In questi mesi c’è stato un lavoro silenzioso e proficuo che sta accompagnando tutti gli operatori ad acquisire nuove consapevolezze”.

Dopo una prima giornata svoltasi ieri ad Avellino, l’iniziativa verrà replicata il 13 maggio nella casa circondariale di Salerno. Sarà un’occasione per restituire alle madri detenute un pezzo di quotidianità genitoriale e ai loro figli un frammento di normalità. Attraverso giochi, laboratori espressivi, danze popolari, scambi simbolici – come la consegna di piantine da parte dei figli e quella di giocattoli nuovi da parte delle madri – si scriverà una narrazione diversa del carcere, visto non solo come un luogo di pena, ma anche come uno spazio di relazione. A Salerno sarà allestito anche un buffet di dolci, preparati dalle mamme con la guida dei docenti dell’Istituto Alberghiero “Roberto Virtuoso” di Salerno. Inoltre, in questi giorni, è in corso la raccolta di giocattoli, nuovi e confezionati, che le mamme doneranno ai loro bambini durante l’iniziativa.
“Il nostro vuole essere un invito alla comunità esterna a non voltarsi dall’altra parte – sottolinea Antonia Autuori, presidente della Fondazione della Comunità Salernitana – Una madre in carcere sconta due pene: quella legata alla colpa e quella della distanza. Ma non bisogna dimenticare che esiste il diritto di essere genitore, nonostante tutto”.
A fare da partner del progetto sono: Faro, “E Si Prese Cura Di Lui” – Società Cooperativa Sociale, Aragorn Iniziative srl, Arcidiocesi di Salerno-Campagna-Acerno, Associazione “La Tenda Centro di Solidarietà ONLUS”, Associazione Comunità Emmanuel ONLUS, Associazione di Volontariato “La Casa sulla Roccia – Centro di Solidarietà”, Associazione PAIDEIA Onlus, Azienda Speciale Consortile A04, Azienda Speciale Sele Inclusione A.S.S.I. – Azienda Territoriale per i servizi alla persona, Caritas Diocesi di Avellino, Casa Circondariale “A. Caputo” Salerno, Casa Circondariale “Antimo Graziano” Avellino, Casa Circondariale Lauro, Casa Reclusione ICATT Eboli, Comune di Salerno, DEMETRA Società Cooperativa sociale, Fondazione Caritas Salerno, L’approdo Service Società Cooperativa Sociale, Migranti Senza Frontiere, Ufficio distrettuale di Esecuzione Penale Esterna – Salerno, Ufficio Locale Esecuzione Penale Esterna – Avellino.













