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domenica, 19 Aprile, 2026
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“Aree Marine Protette a Tempo”: la proposta della Fondazione Vassallo per una pesca sostenibile e partecipata

La Fondazione “Angelo Vassallo Sindaco Pescatore” lancia il progetto “Aree Marine Protette a Tempo”, una nuova proposta per la gestione sostenibile della pesca, alternativa al modello attuale del fermo biologico. L’iniziativa parte da un principio semplice ma rivoluzionario: rispettare i tempi della natura e valorizzare le conoscenze di chi vive il mare ogni giorno.

Il progetto prevede l’istituzione di zone di tutela temporanea, attivate in base ai cicli riproduttivi delle specie ittiche e alle specificità locali. Fondamentale il coinvolgimento diretto dei pescatori, protagonisti nella definizione delle regole e nella gestione delle aree.

«L’attuale fermo biologico è una misura imposta dall’alto, spesso inefficace – spiega Dario Vassallo, presidente della Fondazione –. Blocca la pesca nei momenti sbagliati e premia chi usa tecniche distruttive come lo strascico, con fondi pubblici. Noi proponiamo un modello più intelligente, flessibile e partecipato».

Aree Marine Protette a Tempo nasce dall’esperienza concreta, dal confronto con le comunità costiere e da anni di presenza attiva sui territori. «Non è un’idea teorica, ma una risposta reale ai problemi del mare – aggiunge Vassallo –. Proteggere l’ambiente significa anche garantire un futuro dignitoso a chi vive di pesca».

In settimana, la Fondazione avvierà un dialogo con l’europarlamentare Giuseppe Lupo, membro della Commissione Pesca del Parlamento Europeo, per promuovere il progetto in sede europea. L’iniziativa ha già ottenuto l’interesse dell’europarlamentare Antonio De Caro, che si è detto disponibile a collaborare.

Con questa proposta, la Fondazione prosegue il cammino tracciato da Angelo Vassallo, il “Sindaco Pescatore” ucciso nel 2010, rinnovando l’impegno per l’ambiente, la partecipazione civile e la giustizia sociale.

«Non chiediamo sussidi – conclude Vassallo – ma rispetto. Politiche fondate sulla conoscenza e sulla dignità del lavoro. Questo progetto è un primo passo concreto in quella direzione».

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