venerdì, 17 Aprile, 2026
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Il Falaut Campus lancia un messaggio di pace per Gaza con l’esecuzione del brano Baym Rebn in Palestina

Gli oltre 200 partecipanti al Falaut Campus, in programma a Polla dal 25 al 31 luglio, hanno voluto lanciare un messaggio per la pace a Gaza e lo hanno fatto attraverso la musica. Durante la performance della Falaut Campus Flute Orchestra, che si è tenuta ieri nelle Grotte di Pertosa-Auletta, è stato portato in scena il brano “Baym Rebn in Palestina”, opera tradizionale del genere “Klezmer”, per l’occasione ibridata in modo da creare un ideale dialogo tra la cultura palestinese e quella israeliana. Per tutto il programma concertistico della settimana, l’orchestra eseguirà nuovamente la performance nell’Auditorium “Rocco Giuliano”, all’interno dell’Istituto Omnicomprensivo Statale, e sulle gradinate del Convento di Sant’Antonio di Polla.

Il brano è una rielaborazione realizzata dall’Istituto Magnificat, una scuola di musica fondata nel 1995 nel cuore della Città Vecchia di Gerusalemme, e tempo fa cantata dai bambini negli asili.

“Il Magnificat è retto da pochi frati italiani, lì nasce l’ultimo sogno mondiale, un’orchestra composta da islamici, ebrei e cristiani, che continuano a suonare insieme nonostante i pareri contrari delle loro famiglie – racconta Paolo Totti, direttore della Falaut Campus Flute Orchestra – A questi musicisti non interessa se il collega di spalla sia di una religione diversa. Purtroppo non abbiamo notizie confortanti. Siamo in collegamento con loro via mail, in questo momento si trovano senz’acqua e senza luce. Ma continuano a  suonare. Anni fa mi mandarono questa canzone, che si chiama Baym Rebn in Palestina, basata su temi che hanno rielaborato musicalmente. Deriva da canzoni che interpretavano i bambini israeliani e palestinesi, insieme, nelle scuole dell’infanzia. Il brano ha una grammatica che utilizza la seconda aumentata, intervallo tipico della musica araba, però basata su un ritmo improvvisativo ebraico. La cantavano senza problemi, fino ad alcuni anni fa. Adesso la portiamo noi in giro, perché non la suona più nessuno. In quelle terre, i bambini sono divisi e educati all’odio. Oggi avranno 20 anni o più, e stanno combattendo su fronti diversi. La musica è un metalinguaggio a livello grammaticale, ma smuove le unità interiori del cuore che mettono d’accordo tutto il mondo”.

Un’operazione culturale che lancia un messaggio disperato di pace per quel che sta accadendo in Palestina. “Anche qui al Campus ci sono ragazzi con culture diverse, ma la musica li unisce – aggiunge il fondatore del Falaut, Salvatore Lombardi – Nel nostro piccolo cerchiamo di dare un segnale, di smuovere le coscienze. Le centinaia di giovani musicisti che vengono al Falaut Campus parlano il linguaggio universale della musica e vivono per una settimana tutti insieme, trovando bellezza e ricchezza intellettuale nella diversità delle loro rispettive culture. Dai bambini e dai ragazzi dovremmo imparare un concetto fondamentale: avere un mondo di pace è un miracolo possibile”.

I prossimi concerti previsti nell’ambito della manifestazione, arrivata alla XIV edizione, si terranno il 28 luglio, alle 12.30, all’Auditorium “Rocco Giuliano” con Mario Ancillotti (solista internazionale e già primo flauto dell’Orchestra della RAI di Roma), Carmine Luigi Amabile (primo flauto della Philharmonischen Orchester Bremerhaven), mentre alle 20.30 al Convento di Sant’Antonio una nuova performance della Falaut Campus Flute Orchestra. Il 29 luglio, alle 20.30, all’Auditorium “Rocco Giuliano”, si esibiranno Francesco Loi (primo flauto dell’Orchestra del Teatro Carlo Felice di Genova) e Aldo Baerten (primo flauto della Antwerp Symphony Orchestra – Belgio). Il 30 luglio, alle ore 18.30, toccherà a Gennaro Cardaropoli (solista internazionale e docente presso il Conservatorio Martucci di Salerno) e Ivan Nardelli (docente presso il Conservatorio Cimarosa di Avellino). La chiusura, alle 20.30, avverrà al chiostro del Convento di Sant’Antonio con Ylenia Cimino (solista internazionale e docente presso il Conservatorio Martucci di Salerno).

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