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martedì, 16 Giugno, 2026
CronacaAmbiente

Campania e Basilicata sotto assedio: cemento illegale e inquinamento devastano le coste. Il rapporto “Mare Monstrum” di Legambiente

Il 2024 è stato un anno nero per il mare italiano, e in particolare per la Campania, che conquista – ancora una volta – la maglia nera per illegalità ambientale sulle coste. Lo rivela il report “Mare Monstrum 2025” di Legambiente, elaborato su quasi un milione di controlli da parte delle forze dell’ordine e Capitanerie di porto. I numeri parlano chiaro: 4.208 reati ambientali solo in Campania, prima regione d’Italia per violazioni penali lungo la fascia costiera. Seguono Sicilia, Puglia e Calabria.

Le province più colpite. Salerno in testa, con casi crescenti di abusivismo edilizio, sversamenti illegali, mala depurazione e pesca di frodo. Le coste salernitane, un tempo simbolo di bellezza e legalità grazie all’impegno di figure come Angelo Vassallo, oggi tornano ad essere terreno fertile per reati ambientali.

Anche la Basilicata preoccupa: se si guarda al rapporto tra reati e chilometri di costa, la regione lucana è prima in Italia, con oltre 33 violazioni per ogni km. È un dato allarmante per un territorio fragile e spesso dimenticato.

Il dossier, pubblicato alla vigilia del quindicesimo anniversario dell’uccisione di Vassallo, punta il dito contro l’abusivismo edilizio, responsabile di oltre il 40% dei reati a livello nazionale, e contro un sistema di depurazione inadeguato, che genera oltre 7.900 reati a livello nazionale (+24% in un anno).

Legambiente lancia l’allarme: “Il mare italiano – e quello campano in particolare – è sempre più aggredito, ma le risposte delle istituzioni sono ancora deboli”.
Tra le proposte, fondi strutturali per demolire gli abusi, riforme del ciclo dei rifiuti e sanzioni più severe contro la pesca illegale e lo scarico abusivo di reflui.

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