Si è tenuta oggi la seconda udienza del processo sull’omicidio di Angelo Vassallo ucciso a Pollica il 5 settembre 2010. Il Giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Salerno ha deciso sulle richieste di costituzione di parte civile e sulle eccezioni sollevate.
Tra le varie costituzioni ammesse, anche quella di Bruno Humberto Damiani che, per anni, è stato considerato il principale indiziato dell’omicidio, salvo poi essere prosciolto. Non è stata ammessa, invece, la costituzione della Fondazione “Angelo Vassallo sindaco-pescatore”, in quanto – è stato spiegato – costituita dopo l’omicidio. Sono stati ammessi tutti i familiari di Vassallo, così come la Presidenza del Consiglio dei Ministri, i ministeri dell’Interno e della Giustizia, la Regione Campania, la Provincia di Salerno, l’Anci, il Parco Nazionale del Cilento, il Comune di Pollica ed altre associazioni.
Il prossimo 14 novembre è in programma la discussione delle parti civili e del pubblico ministero.
Così Dario Vassallo: “Oggi rappresenta una giornata storica non solo per il Cilento, per Pollica e per la Campania, ma per l’intera Italia. Per la prima volta, ben quindici associazioni e parenti delle vittime si sono costituite parte civile in un processo per omicidio, segnando una pietra miliare nella storia giudiziaria del nostro Paese. Questa partecipazione così ampia rafforza l’azione di chi, come amministratori e servitori dello Stato, si impegna quotidianamente per la legalità. La Fondazione Angelo Vassallo Sindaco Pescatore, pur non essendo stata ammessa come parte civile a causa della sua costituzione successiva all’omicidio, accoglie con serenità questa decisione. L’essenziale, come sottolineato dai rappresentanti della Fondazione, è la presenza dello Stato, rappresentato dalla Presidenza del Consiglio, dal Ministro dell’Interno e dal Ministro della Giustizia. È questa presenza che dà forza al percorso giudiziario, oggi ancora nella fase predibattimentale, e che entrerà nel vivo a partire da gennaio”.














