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domenica, 19 Aprile, 2026
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Suicidio medicalmente assistito: l’Asl Salerno nomina una commissione per la verifica delle richieste

Un nuovo importante traguardo è stato raggiunto in Campania sulla questione del suicidio medicalmente assistito. L’Asl Salerno ha, infatti, nominato la Commissione di esperti che dovrà valutare le richieste d’accesso alla procedura insieme al Comitato Etico. L’ufficializzazione della Commissione Multidisciplinare Permanente rappresenta un passo fondamentale che va a completare il complicatissimo iter riguardante una questione che, da sempre, è motivo di divisione e opinioni contrastanti.

L’Azienda sanitaria di Salerno, guidata dal Direttore Generale Gennaro Sosto, dà così piena attuazione alle sentenze della Corte Costituzionale, dotandosi di un organismo tecnico fondamentale per garantire il diritto dei pazienti nel fine vita. Il provvedimento definisce con precisione la composizione della squadra, che è un pool di specialisti provenienti da diverse branche della medicina e dell’assistenza, affiancati di volta in volta da un medico specialista nella patologia specifica di cui è affetto il paziente richiedente. Per ogni ruolo è stato individuato anche un supplente, garantendo così la continuità operativa dell’organismo.

La Commissione sarà unica per tutta l’area dell’ASL Salerno, che spazia dall’Agro Nocerino-Sarnese fino al Cilento e Vallo di Diano. Il funzionamento operativo prevede che l’organismo venga convocato e gestito dal Direttore del Distretto Sanitario di residenza del paziente che ha avanzato la richiesta. Gli esperti opereranno in stretto raccordo con l’Ufficio Locale del Comitato Etico Campania 2, guidato dal dottor Arcangelo Saggese Tozzi, che dovrà esprimere il proprio parere obbligatorio. L’attività dei membri della commissione sarà svolta a titolo gratuito: non sono previsti compensi aggiuntivi per questo incarico.

L’atto dell’Asl Salerno risponde a una precisa necessità giuridica ed etica. Dopo la sentenza 242 del 2019 della Corte Costituzionale (nota per il caso Cappato/Dj Fabo), che ha dichiarato l’illegittimità costituzionale di parte dell’articolo 580 del codice penale, e la successiva sentenza del 2024, le aziende sanitarie sono chiamate a verificare che il paziente possieda i quattro requisiti fondamentali per accedere alla procedura: essere capace di intendere e volere, essere affetto da patologia irreversibile, essere portatore di sofferenze fisiche o psichiche intollerabili e dipendere da trattamenti di sostegno vitale.

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