Nel cuore del Vallo di Diano, dove i piccoli centri custodiscono ancora un forte senso di comunità ma anche nuove vulnerabilità sociali, l’Arma dei Carabinieri porta la propria attività di prevenzione fuori dalle caserme e la rende linguaggio quotidiano. Al Cinema Adriano di Sala Consilina è stato proiettato lo spot informativo “L’arma arruola un testimonial: Lino Banfi”, dedicato al contrasto delle truffe, un fenomeno che, nonostante l’apparente semplicità delle tecniche adottate dai malintenzionati, continua a colpire fasce diverse della popolazione.

A guidare questa rete è il Capitano Veronica Pastori, Capitano della Compagnia di Sala Consilina, che sottolinea come il cinema rappresenti “un modo concreto per avvicinare quante più persone possibile al tema della prevenzione”. Secondo Pastori, l’azione dei Carabinieri non si limita all’intervento sui reati già consumati, ma punta a costruire una cultura diffusa della sicurezza: “Siamo sul territorio con costanza – spiega – e organizziamo incontri nelle scuole, nelle parrocchie, nei centri sociali, per parlare della prevenzione in modo chiaro e diretto. La sicurezza nasce anche dalla consapevolezza di ciascuno”.
L’iniziativa al Cinema Adriano testimonia la scelta strategica di avvicinare le persone alla tematica in spazi familiari e condivisi. Il cinema diventa così strumento di educazione e di sensibilizzazione, uno spazio sociale in cui il messaggio istituzionale si integra con la vita quotidiana dei cittadini. La diffusione dello spot tra un film e l’altro consente di raggiungere un pubblico ampio, offrendo informazioni chiare sui comportamenti da adottare per prevenire truffe e raggiri, senza appesantire l’esperienza di fruizione cinematografica.
Nel Vallo di Diano, territorio servito da dodici Stazioni dell’Arma, la rete dei presidi locali rappresenta un punto di osservazione privilegiato sull’evoluzione del fenomeno. Se le truffe agli anziani restano un’emergenza ricorrente, preoccupano anche gli episodi che coinvolgono cittadini più giovani. Non è un caso isolato che la prontezza di intervento dei militari abbia impedito, di recente, che un raggiro andasse a segno, un caso emblematico, che dimostra come la minaccia non colpisca soltanto chi vive situazioni di solitudine o fragilità, ma possa raggiungere chiunque, complice la crescente sofisticazione dei contatti telefonici e digitali.
Il lavoro portato avanti nella zona non si limita all’attività investigativa, la presenza capillare delle Stazioni consente un costante scambio con la cittadinanza, dalle scuole alle parrocchie, dai centri sociali ai luoghi di aggregazione spontanea. È in questa trama di incontri che l’Arma costruisce un vero patrimonio di prevenzione, fatto di ascolto, informazione e vicinanza. La prevenzione, in questo contesto, non si limita a una campagna visiva: è un lavoro di tessitura continua, fatto di contatti diretti, dialogo e presenza sul territorio.
Il messaggio è chiaro, la sicurezza non si affida solo alla repressione dei reati, ma alla capacità dei cittadini di riconoscere il pericolo e di reagire in modo informato. Ogni iniziativa di prevenzione, dal cinema agli incontri locali, contribuisce a rafforzare una cultura civica basata sull’attenzione, sulla collaborazione e sulla responsabilità collettiva.














