Si è svolto presso l’Auditorium della Banca Monte Pruno di Sant’Arsenio un incontro di approfondimento dedicato al rapporto tra cronaca giudiziaria e libertà di stampa, con un focus specifico sulle implicazioni del nuovo codice deontologico dei giornalisti. L’iniziativa, promossa dall’Ordine dei Giornalisti della Campania in collaborazione con l’Associazione Giornalisti Vallo di Diano, si è inserita nel percorso di formazione professionale continua, rappresentando un momento di riflessione di elevato spessore culturale e civile.
Ad aprire i lavori è stato Ottavio Lucarelli, presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Campania, che ha ribadito il valore fondante della deontologia quale pilastro imprescindibile della credibilità dell’informazione. Il nuovo codice, ha evidenziato, non deve essere interpretato come un mero insieme di prescrizioni formali, ma come uno strumento dinamico di responsabilità professionale, capace di orientare il giornalista nel complesso equilibrio tra diritto di cronaca, tutela della dignità delle persone e rispetto del principio di presunzione di innocenza.

Nel corso del dibattito, Mariano Ragusa ed Eduardo Scotti hanno offerto una lettura puntuale delle profonde trasformazioni che interessano la cronaca giudiziaria nell’era della comunicazione istantanea. La crescente pressione dell’opinione pubblica e la velocità dei flussi informativi rendono oggi ancora più urgente un giornalismo rigoroso, sobrio e accurato, in grado di restituire la complessità dei fatti giudiziari evitando semplificazioni, forzature narrative e derive sensazionalistiche.
Il valore civile e sociale del giornalismo è stato al centro dell’intervento di Tommaso Pellegrino, presidente del Premio giornalistico “Orchidea d’Argento”, che ha sottolineato come il riconoscimento della qualità professionale contribuisca a consolidare una cultura dell’informazione fondata sull’etica, sulla competenza e sul rispetto dei cittadini. Sul legame tra informazione, territorio e legalità si è soffermato Michele Albanese, socio onorario dell’AGV e presidente della Fondazione Monte Pruno, ribadendo il ruolo strategico delle istituzioni nel sostenere una stampa libera e responsabile, soprattutto nei contesti locali, dove l’informazione svolge una funzione di presidio democratico.
Particolarmente incisivo l’intervento di S.E. Mons. Antonio De Luca, responsabile della comunicazione della Conferenza Episcopale Campania, che ha richiamato l’attenzione sulla dimensione umana del racconto giornalistico. Il diritto-dovere di informare, ha affermato, non può mai prescindere dal rispetto della dignità delle persone coinvolte nei procedimenti giudiziari, sollecitando i professionisti dell’informazione a un costante esercizio di discernimento etico.
Dal punto di vista dell’informazione televisiva, Tonia Cartolano, caporedattrice di Sky TG24, ha illustrato le sfide di una narrazione che deve saper coniugare tempestività e rigore, sottolineando come l’adesione ai principi deontologici rappresenti una garanzia di affidabilità e autorevolezza anche nei contesti mediatici più esposti alla pressione del tempo reale.
A concludere i lavori è stato Francesco Curcio, Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Catania, che ha approfondito il delicato rapporto tra magistratura e informazione, evidenziando la necessità di un dialogo improntato al rispetto reciproco dei ruoli, del segreto investigativo e del diritto dei cittadini a ricevere un’informazione corretta, equilibrata e completa.
A coordinare l’incontro è stato Rocco Colombo, presidente dell’Associazione Giornalisti Vallo di Diano, che ha ribadito l’importanza di occasioni di confronto come questa per rafforzare una cultura deontologica condivisa e accrescere la consapevolezza del ruolo pubblico e costituzionale del giornalismo.













