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venerdì, 10 Luglio, 2026
CronacaAttualità

Baby gang in centro a Salerno, sette minorenni identificati per aggressioni e bullismo: sequestrati tirapugni e coltelli

Sette minorenni, di età compresa tra i 14 e i 15 anni, sono stati identificati dalla Procura della Repubblica nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Sezione Specializzata di Polizia Giudiziaria su una serie di aggressioni avvenute a partire dal mese di febbraio 2026 in Piazza della Libertà e nelle aree limitrofe del capoluogo di provincia.

Secondo quanto emerso dalle indagini, i giovani sono ritenuti, a vario titolo, responsabili di lesioni personali, percosse, atti di bullismo e detenzione abusiva di armi. Le vittime sarebbero altri minorenni, presi di mira nei principali luoghi di aggregazione del centro cittadino con azioni che, secondo gli investigatori, venivano messe in atto in maniera sistematica.

L’inchiesta è partita dalle denunce presentate dai genitori di alcuni ragazzi aggrediti. In diversi casi le vittime hanno dovuto fare ricorso alle cure dei sanitari in ospedale a causa delle lesioni riportate.

Gli accertamenti investigativi si sono sviluppati attraverso le audizioni protette delle giovani vittime e dei testimoni, l’analisi delle immagini registrate dagli impianti di videosorveglianza pubblici e privati e una serie di perquisizioni personali e domiciliari. Nel corso delle operazioni gli investigatori hanno sequestrato tirapugni e coltelli a serramanico con apertura a scatto.

I sette minorenni sono stati interrogati alla presenza dei rispettivi difensori e degli esercenti la responsabilità genitoriale. Contestualmente sono stati coinvolti i Servizi Sociali competenti per avviare le indagini sui nuclei familiari e predisporre gli interventi previsti dall’ordinamento minorile.

La Procura evidenzia come il contrasto alle baby gang rappresenti una delle priorità dell’Ufficio giudiziario, sottolineando la particolare gravità di un fenomeno caratterizzato, spesso, da aggressioni prive di un reale movente e finalizzate esclusivamente alla sopraffazione della vittima attraverso la forza del gruppo.

L’obiettivo dell’azione investigativa, spiegano gli inquirenti, è interrompere la catena di violenze, garantire maggiore sicurezza ai giovani e favorire, con il supporto dei Servizi Sociali, percorsi di recupero sociale e psicologico per i minori coinvolti.

La Procura ricorda infine che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che gli indagati devono essere considerati presunti non colpevoli fino a un’eventuale sentenza definitiva di condanna, nel rispetto dell’articolo 27 della Costituzione. Per tutelare la loro identità, non saranno rese note generalità o informazioni che possano consentirne l’identificazione, come previsto dalla normativa vigente.

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