Fa discutere la decisione della Giunta regionale della Basilicata di introdurre un nuovo ticket fisso di 2,50 euro per ogni ricetta farmaceutica. Una misura che, nonostante il lungo elenco di categorie esentate, sta suscitando forti reazioni da parte di sindacati e opposizioni.

A contestare il provvedimento è Angelo Summa, segretario generale dello Spi Cgil, che definisce la scelta «scellerata» e denuncia il rischio di un ulteriore aggravio a carico delle persone più vulnerabili, a partire dagli anziani.
Critiche anche dalla Uil regionale e dalla Funzione pubblica, con Vincenzo Tortorelli e Giuseppe Verrastro, secondo i quali la sostenibilità del sistema sanitario «non può essere perseguita semplicemente trasferendo i costi sulle famiglie».
Sul fronte politico, Basilicata Casa Comune, con Angelo Chiorazzo e Gianni Vizziello, chiede alla Giunta di ritirare immediatamente la delibera. Roberto Cifarelli, del Gruppo misto, annuncia invece un’interrogazione.
«Scelta inaccettabile» la definisce il coordinatore regionale del Movimento 5 Stelle Christian Giordano, mentre il commissario del Pd Daniele Manca chiede che il provvedimento venga rivisto.
A difendere la decisione interviene l’assessore regionale alla Salute, Cosimo Latronico. L’assessore precisa innanzitutto che l’avvio concreto del nuovo ticket è previsto dal 1° ottobre: il riferimento al 1° settembre contenuto nella delibera, spiega, sarebbe legato esclusivamente a esigenze organizzative.
Latronico chiarisce inoltre che la «quota minima di compartecipazione» sarebbe stata richiesta dal Ministero e prevista dalla normativa nazionale per le Regioni che, come la Basilicata, superano i tetti di spesa.
Sul tema l’assessore ha convocato una conferenza stampa per lunedì mattina. Nel frattempo, però, la polemica politica e sindacale non accenna a placarsi e il nuovo ticket è destinato a restare al centro del confronto sulla sanità lucana.













