Dieci anni dalla parte delle donne. Dieci anni di ascolto, accoglienza, sostegno ed empowerment, vissuti accanto a centinaia di donne e alle loro storie. È stato un momento di riflessione, confronto e condivisione quello che si è svolto ieri al Centro Pino Paladino di Sala Consilina, in occasione del decimo anniversario del Centro Antiviolenza Aretusa di Atena Lucana, servizio del Consorzio Sociale Vallo di Diano Tanagro Alburni S10, gestito da Differenza Donna APS.

Un appuntamento che ha riunito le diverse figure che compongono la rete territoriale antiviolenza: istituzioni, servizi sociali, magistratura, forze dell’ordine, associazioni e operatrici dei centri antiviolenza, con l’obiettivo di fare il punto sul lavoro svolto in questi dieci anni e, soprattutto, sulla necessità di continuare a rafforzare la collaborazione per prevenire e contrastare la violenza maschile contro le donne.

Il tema al centro dell’incontro è stato “Femminicidi: la responsabilità di prevenire. Il ruolo della rete antiviolenza nella prevenzione e nel contrasto della violenza maschile contro le donne”.
Al tavolo dei relatori sono intervenuti la presidente dell’Associazione Differenza Donna APS Elisa Ercoli, il direttore del Consorzio Sociale Vallo di Diano- Tanagro-Alburni S10, Antonio Domenico Florio, la referente per le assistenti sociali Mirella Carucci, il Procuratore di Lagonegro Giuseppe Cacciapuoti, il Comandante provinciale dei Carabinieri di Salerno Andrea Corinaldesi, la Comandante della Compagnia dei Carabinieri di Sala Consilina Veronica Pastori, la responsabile del Centro Antiviolenza Aretusa Caterina Pafundi, il vicesindaco di Sala Consilina Bartolo Lettieri, l’assessora del Comune di Sala Consilina, Josefhamari Biscotti, il sindaco di Atena Lucana, Luigi Vertucci, la Presidente della Consulta delle Amministratrici del Vallo di Diano, Tanagro Alburni, Rossella Isoldi insieme a tante colleghe amministratrici del territorio.
Tra le presenze istituzionali anche l’assessora regionale della Campania Claudia Pecoraro, avvocata, da sempre vicina e impegnata sul fronte dei diritti delle donne e delle realtà dei centri antiviolenza.
Dieci anni rappresentano un traguardo importante per il Centro Aretusa, ma l’anniversario è stato soprattutto l’occasione per condividere risultati, esperienze e buone pratiche e per interrogarsi su ciò che ancora occorre fare. La prevenzione e il contrasto alla violenza maschile contro le donne richiedono infatti una responsabilità condivisa e una capacità concreta di lavorare insieme, mettendo in collegamento istituzioni, servizi sociali, forze dell’ordine, magistratura, associazioni, operatori e operatrici e l’intera comunità.
In dieci anni il Centro Antiviolenza Aretusa ha accolto e sostenuto oltre 700 donne, molte delle quali insieme alle loro bambine e ai loro bambini. Numeri che raccontano una presenza importante sul territorio e che testimoniano la necessità di mantenere e rafforzare i servizi dedicati all’accoglienza e all’accompagnamento delle donne vittime di violenza.
Nel corso dell’incontro è stata sottolineata proprio l’importanza di una rete antiviolenza capace di operare in modo coordinato, riconoscere tempestivamente i segnali della violenza e costruire percorsi di protezione e autonomia. Un lavoro che non può essere affidato a una sola realtà, ma che necessita della collaborazione di tutte le professionalità coinvolte.
Tra le esigenze emerse con maggiore forza anche quella di una casa rifugio sul territorio del Vallo di Diano, che molto probabilmente si farà. Una struttura che possa consentire alle donne vittime di violenza e ai loro figli di trovare protezione senza dover essere necessariamente loro ad abbandonare il proprio territorio, le proprie relazioni e i propri punti di riferimento. Un tema che si lega alla necessità di costruire percorsi di uscita dalla violenza sempre più efficaci e rispettosi dei tempi e dei bisogni delle donne.
Particolarmente significativo anche il momento dedicato alla lettura della “Lettera 1/16”, scritta dalla prima donna accolta e sostenuta dal Centro Antiviolenza Aretusa. Una testimonianza che, a distanza di dieci anni, ha riportato al centro dell’anniversario il senso più profondo del lavoro svolto dalle operatrici: esserci, ascoltare, accogliere e accompagnare le donne verso nuovi percorsi di libertà.
Nelle sale interne del Centro Pino Paladino sono stati inoltre allestiti tre spazi espositivi dedicati alla storia e alle attività del Centro Aretusa. Il primo che ah raccolto le fotografie che raccontano i dieci anni di vita del centro e le tante iniziative realizzate sul territorio. Il secondo con la mostra “Io sono Franca”, dedicata a Franca Viola, simbolo della lotta per l’autodeterminazione delle donne. Il terzo spazio, “Voci di donne”, che ha accolto, invece, voci e testimonianze di alcune delle tante donne accolte dal Centro Antiviolenza di Atena Lucana: storie che potevano essere lette o ascoltate e che hanno restituito un volto concreto ai percorsi di sostegno costruiti in questi anni.
L’anniversario del Centro Antiviolenza Aretusa è stato così non soltanto un momento per celebrare un importante traguardo, ma anche un’occasione per ribadire che il contrasto alla violenza contro le donne passa dalla capacità di fare rete, dalla formazione, dalla prevenzione e dalla presenza concreta dei servizi.
Dieci anni di attività rappresentano una storia fatta di oltre 700 donne accolte, sostenute e accompagnate. Ma rappresentano anche la responsabilità di continuare a lavorare perché quella rete sia sempre più forte e perché ogni donna che chiede aiuto possa trovare sul proprio territorio ascolto, protezione e la possibilità di costruire un nuovo percorso di libertà e autodeterminazione.












