Preoccupazione per l’aumento della vulnerabilità idraulica del Vallo di Diano e del Tanagro da qui l’appello alle amministrazioni comunali affinché si attivino per una strategia condivisa di prevenzione e gestione del rischio. È questo il contenuto della lettera inviata da Beniamino Curcio, presidente del Consorzio di Bonifica Integrale Vallo di Diano e Tanagro, a tutti i sindaci del comprensorio.


“È in corso un allarmante e progressivo aumento della vulnerabilità idraulica del nostro territorio comprensoriale”, scrive Curcio, evidenziando come negli ultimi anni siano aumentati frequenza e intensità di piene, allagamenti, ruscellamenti e colate detritiche e fangose.


Tra le cause vengono indicate le trasformazioni urbanistiche e infrastrutturali degli ultimi decenni, la fragilità naturale del territorio e gli effetti dei cambiamenti climatici, con precipitazioni sempre più intense e concentrate in tempi brevi. A preoccupare è anche l’inadeguatezza di alcune opere idrauliche, progettate sulla base di parametri climatici ormai superati.
Un altro problema riguarda la frammentazione delle competenze tra enti. Fiumi, canali, fossi, reti di drenaggio urbano e infrastrutture costituiscono infatti un unico sistema idraulico, ma la gestione è suddivisa tra diversi soggetti istituzionali.
Curcio richiama così il “paradosso del confine idraulico”, sottolineando come la mancanza di coordinamento possa generare ritardi, sovrapposizioni e vuoti operativi, a discapito della prevenzione.

Il Consorzio, assicura il presidente, continua a intervenire sulla rete di propria competenza, svolgendo attività di manutenzione ordinaria e straordinaria. Impegno che ha riguardato anche il sistema Calore-Tanagro, attraverso progettazioni e interventi realizzati con la collaborazione e i finanziamenti della Regione Campania e di SMA Campania.
Restano tuttavia diverse criticità, dalle condizioni dei fossi interpoderali e delle scoline all’abbandono delle aree montane, fino alle carenze nella gestione delle acque lungo le strade, le ferrovie e nei centri urbani.
Da qui la richiesta di superare gli interventi isolati e le logiche emergenziali. “È necessario passare da una logica di pura emergenza a una governance integrata”, sottolinea Curcio, proponendo una collaborazione stabile tra Consorzio e Comuni.
Tra le priorità indicate figurano l’individuazione delle aree maggiormente esposte, la programmazione condivisa degli interventi, il miglioramento dello scambio di informazioni sulle situazioni di pericolo, la gestione delle emergenze e la definizione di piani comuni di manutenzione, anche attraverso forme di compartecipazione finanziaria.
Il presidente ha inoltre manifestato la disponibilità del Consorzio a promuovere un incontro operativo con tutti i sindaci del Vallo di Diano, per individuare le criticità e stabilire un percorso concreto di collaborazione.
L’appello finale è rivolto a tutte le istituzioni: “Di fronte a problemi seri di dissesto idrogeologico e disordine idraulico nessuno può tirarsi indietro. Ogni Ente è chiamato ad agire per quelle che sono le proprie competenze, soprattutto quando le emergenze rivestono carattere di protezione civile che, come noto, esigono che in prima fila ci siano i Sindaci e poi tutti gli altri soggetti del territorio”.














