Il report di ottobre 2026 di Ottorighe fotografa un sistema penitenziario in difficoltà. In Campania 8.148 detenuti per 5.406 posti effettivi, con un affollamento reale del 151%. In Basilicata la percentuale sale al 170%: tutti e tre gli istituti regionali superano la capienza disponibile.

È una fotografia preoccupante quella che emerge dal report mensile sulle carceri italiane pubblicato da Ottorighe, sulla base dei dati del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria e delle schede di trasparenza del Ministero della Giustizia. I dati di ottobre 2026 evidenziano una situazione di forte pressione negli istituti penitenziari di Campania e Basilicata, con numeri che confermano le difficoltà legate al sovraffollamento, alla disponibilità effettiva dei posti e alla gestione del personale.
Partendo dalla Campania, nei 15 istituti penitenziari regionali, di cui uno, quello di Pozzuoli, completamente chiuso, sono presenti 8.148 detenuti. I posti regolamentari sono 6.178, ma quelli realmente disponibili scendono a 5.406, a causa di 772 posti inagibili.
Il tasso di affollamento reale raggiunge così il 151%, contro una media nazionale del 142,7%. Dodici dei quattordici istituti attivi superano la propria capienza effettiva e il 99,4% dei detenuti vive in strutture sovraffollate.
Tra le situazioni più difficili c’è quella del carcere di Napoli Poggioreale, dove sono presenti 2.292 detenuti per una capienza effettiva di 1.362 posti: l’affollamento reale arriva al 168%.
Attenzione anche alla Casa circondariale di Salerno “Antonio Caputo”, dove il report registra 579 detenuti a fronte di 374 posti effettivamente disponibili. Il tasso di affollamento reale raggiunge circa il 155%, mentre la capienza regolamentare è di 376 posti, con due non utilizzabili.
Le presenze risultano comunque in diminuzione rispetto a ottobre 2025, quando erano 609: trenta detenuti in meno nell’arco di un anno.
Sul fronte del personale, la situazione della Polizia Penitenziaria risulta in equilibrio: sono 261 gli agenti in servizio, esattamente quanti quelli previsti in organico. Nella struttura operano inoltre nove educatori, con un rapporto di uno ogni 64 detenuti.
Le persone detenute straniere sono 74, pari al 12,8% della popolazione carceraria, mentre le donne sono 57, il 9,8% del totale.
Ancora più elevato il dato della Basilicata, dove il tasso di affollamento reale raggiunge il 170%, rispetto al 165% di settembre e a una media nazionale del 142,7%.
Nei tre istituti di Potenza, Matera e Melfi sono presenti 502 detenuti per appena 296 posti effettivamente disponibili. Dei 365 posti regolamentari, infatti, 69 risultano inagibili. Il dato più significativo è che il 100% dei detenuti lucani si trova in strutture che hanno superato la propria capienza reale.
La situazione più critica si registra a Matera, dove sono presenti 214 detenuti per 122 posti disponibili, con un affollamento reale del 175%. A pesare è anche la carenza di personale: 101 agenti in servizio rispetto ai 149 previsti, con una scopertura del 32%, la più alta della regione.

A Potenza, nella Casa circondariale “Antonio Santoro”, si contano 181 detenuti per 107 posti, con un affollamento del 169%. Qui l’organico della Polizia Penitenziaria è sostanzialmente completo, con 125 agenti rispetto ai 124 previsti. Preoccupa invece la presenza di appena due educatori, uno ogni 90 detenuti.
Particolarmente significativo anche il dato di Melfi. Dei 126 posti regolamentari, soltanto 67 sono effettivamente utilizzabili: ben 59 risultano inagibili. I 107 detenuti presenti determinano un affollamento reale di circa il 160%. Gli agenti in servizio sono 125 rispetto ai 163 previsti, con una carenza del 23%.
A livello regionale, in Basilicata manca il 19% degli agenti di Polizia Penitenziaria previsti, mentre la carenza di personale civile, tra amministrativi ed educatori, è del 16%. Il rapporto medio è di un educatore ogni 50 detenuti.
Per quanto riguarda la posizione giuridica, 348 persone, pari al 69,3%, stanno scontando una condanna definitiva, mentre 102, il 20,3%, sono in attesa del primo giudizio.
La gestione della sorveglianza penitenziaria è concentrata nell’unico Ufficio di Potenza, che segue tutti i 502 detenuti della regione.
I numeri di Campania e Basilicata restituiscono dunque una situazione complessa, con istituti costretti a ospitare un numero di persone superiore alla disponibilità effettiva di posti. Una criticità aggravata, soprattutto in Basilicata, dall’inagibilità di numerose celle e dalla carenza di personale. Un quadro che riporta al centro il tema delle condizioni di detenzione e della necessità di garantire strutture e servizi adeguati.














