L’Hospice è riaperto. Ed è il verbo da usare: Perché per circa 24 ore il servizio, “luogo di accoglienza e ricovero per malati verso il termine della vita, in particolare, ma non esclusivamente, malati di cancro”, è stato chiuso. Il personale medico e infermieristico è stato collocato in ferie d’ufficio con un documento interno firmato dalla responsabile del servizio stesso su – si legge – “disposizione del direttore Vastola”. Un’azione ritenuta da sindacati e amministratori irregolare e per questo dopo che è emersa la notizia si è alzato un polverone politico e non solo con interessamento degli alti vertici della sanità regionale. Il consigliere Matera ha parlato di “sospensione errata”. Il collega Pellegrino ha parlato di progetti futuri Nella tarda serata di ieri sono state date nuove disposizioni e il reparto è stato riaperto.
Si tratta dell’ennesimo episodio della gestione sanitaria (che sia territoriale od ospedaliera) quasi personalistica dove si prendono decisioni senza pensare al territorio e magari senza osservare l’iter previsto e dove – come spesso capita – ci sono dissidi e liti tra chi lavora all’interno dei reparto. All’Hospice di Sant’Arsenio sono arrivati, proprio in seno a questa vicenda, due volte i carabinieri per portare la calma nel personale dirigenziale.
Il tutto ciò dimenticando l’aspetto principale del sistema sanitario: il paziente. E in questo aspetto, che dovrebbe essere il principale, bisogna ricordare che l’hospice è stato al centro di problemi con perdite di acqua interne o problemi strutturali.