“Tra 180 giorni i lavori saranno terminati”: oggi si sarebbe dovuto inaugurare il Ponte di Caiazzano. E invece è tutto fermo a una ruspa

Sei mesi fa la posa della prima pietra con l’annuncio, accompagnato da passarella in grande stile, che entro 180 giorni le auto sarebbero tornate a transitare sul ponte di Caiazzano. E invece a 180 giorni da quella manifestazione di interesse, politico, sul ponte tra Sassano e Padula chiuso da due anni non si passa ancora e ora regna una ruspa che ha sostituito di fatto i new jersey di cemento per evitare il transito abusivo di veicoli. Perché qualcosa sì, si è mosso, solo di recente e solo in seguito a una mobilitazione popolare e poi politica. Sei mesi dopo la posa della prima pietra, era il luglio del 2023, i primi operai si sono visti solo a gennaio inoltrato per alcune opere propedutiche che si spera possano essere accompagnate da azioni concrete a breve. Occorre ricordare che il progetto prevede la demolizione, difficile, del ponte in essere e la costruzione del nuovo. E già al momento della posa della prima pietra, alla presenza del presidente della Provincia, Franco Alfieri, dei consiglieri regionali Pellegrino e Matera, de sindaci Rubino e Cimino, e dell’annuncio dei 180 giorni per il termine dei lavori si sapeva che non tutto era pronto dal punto di vista burocratico. Se lo erano lasciati sfuggire alcuni tecnici a margine della foto di rito. E così e stato. Per rivedere i veicoli sul ponte di Caiazzano occorreranno ancora diversi mesi, forse si sconfinerà nel 2025 e l’annuncio dei 180 giorni sarà dimenticato. E già si immagina la prossima passerella quella per il taglio del nastro dove tutti si prenderanno i meriti e nessuno ricorderà il tempo passato, le promesse cadute e i disagi e i danni creati.

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