Fabrizio Maiello, il “Maradona delle carceri” , così soprannominato dai detenuti del carcere di Fuorni, è stato ospite a Laurino nel Convento di Sant’Antonio in occasione dell’evento organizzato da Don Loreto Ferrarese insieme al Forum dei Giovani.
L’ex promessa calcistica del Monza ha raccontato la sua storia: il sogno di giocare a pallone infranto da un infortunio sul campo da calcio , l’internamento nell’Ospedale psichiatrico giudiziario di Reggio Emilia fino alla rinascita. Dopo la dura sentenza dei medici si innesca in Fabrizio un processo di autodistruzione: inizia a delinquere passando 24 anni tra carcere e Opg.

Proprio l’Opg di Reggio Emilia per Maiello avrà un ruolo fondamentale: la direttrice Valeria Calevro, gli consentirà di riprendere ad allenarsi. Nell’Opg, tra i 24 passi del cortile, inizia a stabilire record di palleggio notati dall’associazione Uisp. L’incontro con Giovanni Marioni, altro detenuto dell’Opg segna un punto di svolta. Giovanni, inizialmente destinato a tre mesi di vita per malattia, viene assistito da Fabrizio come infermiere, contribuendo al suo recupero, “E’ questo il mio vero record della vita” ci conferma.
Giovanni, Valeria, Daniela e poi Zola, sì quel Zola ex giocatore del Napoli che poi passò al Parma. Il tentativo di sequestro nei confronti di Zola da parte di Fabrizio fu accantonato per sempre dopo che lo sguardo dell’uno aveva incrociato quell’altro, la passione per il calcio era il collante.
Dopo aver scontato la pena nel 2005, Fabrizio è ora un uomo libero. La sua storia è raccontata nel libro della professoressa Garreffa “Nel carcere dei matti e delinquenti” e nella docuserie “Senza Volto“. Fabrizio è ora un testimonial della legalità, collaborando con l’associazione Libera per condividere la sua esperienza nelle scuole. Continua a stabilire nuovi record di palleggi e, recentemente, è stato nominato membro della squadra dal mister Moreno Buccianti della Seleçao Internazionale Sacerdoti calcio.














