Commovente Tributo a Franco Di Mare chiude l’Ischia Fest

Sarà che lo aveva presentato per diverse edizioni, sarà che la sua scomparsa ha lasciato senza parole l’Italia intera, sarà che era un professionista come pochi, sarà che esaltava il senso di appartenenza a questi luoghi ma sarebbe stato impossibile non tributare il momento più suggestivo e coinvolgente della quarantacinquesima edizione del Premio Ischia al giornalista Franco Di Mare.

È stata l’occasione per soffermarsi sulle conseguenze di tutte le guerre su chi le subisce – osservatori esterni o gli indifesi residenti – perché “la guerra è la malattia del mondo” – come affermato da lui stesso – e “le vittime delle guerre continuano anche quando i conflitti finiscono, come avviene con la Sindrome dei Balcani che continua a colpire anche dopo che i conflitti esplosi nella ex Jugoslavia e in Kosovo sono finiti, regalando malattie da esposizione ai proiettili da uranio impoverito e tumori delle vie respiratorie, causati dalle inalazioni di particelle di fibre di amianto liberate nell’aria dalle esplosioni e dalle distruzioni di palazzi, fabbriche e complessi industriali, che colpiscono anche a distanza di molti anni: com’è accaduto a me”.

Franco Di Mare la malattia l’ha guardata negli occhi con coraggio e ottimismo, senza rinnegarla o sottovalutarla, trasformandola in una nuova missione di vita a favore degli altri per il tempo che gli è rimasto da vivere, scrivendo un libro sulla sua esperienza: “Le parole per dirlo: la guerra fuori e dentro di noi”, testamento pratico d’amore ma anche manuale di sopravvivenza interiore sul come approcciare positivamente al cancro.

Barbara Kornfeld

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