La torre merlata del Cenobio Basiliano, dopo cinquecento anni di chiusura, viene riaperta al pubblico, in seguito agli interventi di restauro e manutenzione a cui è stata sottoposta. Secoli di storia gelosamente custoditi in una struttura architettonica che ha resistito al tempo ed è pronta a raccontarli. Storie di monaci in fuga, che trovano rifugio e riparo all’ombra del monte Bulgheria e donano alla terra che li ha accolti un tesoro destinato a correre tra i secoli e arrivare ai giorni nostri.

A partire da ieri, 22 Luglio, chiunque voglia, potrà avventurarsi a San Giovanni a Piro, raggiungere il sito del Cenobio, risalire lungo la torre e da lì godere del panorama che si apre ai propri occhi. Circondati dal verde delle montagne di San Giovanni a Piro, sovrastati dalla maestosità del Monte Bulgheria, si è immediatamente catturati dallo specchio d’acqua del golfo di Policastro, rivivendo lo stesso spettacolo naturale a cui secoli fa assistevano i monaci basiliani, i quali proprio da quella torre, avvistavano l’avvicinarsi delle navi, temendo le incursioni dei Saraceni.
Una riapertura e riqualificazione fortemente voluta dall’amministrazione comunale di San Giovanni a Piro, guidata dal sindaco Ferdinando Palazzo, “Abbiamo scelto di investire sulla cultura e sulle origini di San Giovanni a Piro, ha affermato Palazzo durante l’inaugurazione, questo è solo l’inizio di un lungo viaggio culturale volto alla valorizzazione, alla riscoperta all’ analisi e allo studio di quelle che sono le nostre radici, le basi della nostra comunità.”

Insieme al sindaco, al vicesindaco di San Giovanni a Piro, Pasquale Sorrentino e al direttore del Polo Museale, Franco Maldonato, erano presenti all’inaugurazione e si sono susseguiti negli interventi, i rappresentanti della squadra di studio e ricerca, che ha lavorato per restituire alla torre merlata la sua nuova fruibilità, tra cui: Giovanni Villani, l’architetto progettista, Franca Bello, architetto coprogettista, Rosanna Alaggio, storica medievalista, docente Università del Molise e Matteo Lorito, Magnifico Rettore dell’Università Federico II di Napoli.

Rimanere legati alle proprie radici, ma con lo sguardo dritto verso l’orizzonte come spunto di riflessione durante la salita delle scale che portano alla cima della rinata torre merlata.














