Dopo l’incendio nell’impianto di compostaggio di Salerno Pulita, avvenuto tra il 22 e il 23 dicembre, sono state registrate concentrazioni di polveri sottili 21 volte superiori a quelle normali.
Intanto- come riporta “Il Mattino”- continuano senza sosta le operazioni di smassamento dei vigili del fuoco. Nella notte di sabato i caschi rossi, protetti da autorespiratori, hanno lavorato intensamente per smuovere il più possibile il materiale che da giorni sta bruciando lentamente, permettendo così il raffreddamento e l’estinzione definitiva. Al momento la situazione sembra essere sotto controllo e, fortunatamente, non si avvertono più nemmeno i cattivi odori che sabato mattina avevano invaso la città destando allarme nella popolazione della zona orientale. Il Comune di Salerno sta monitorando costantemente la situazione anche con l’ausilio dell’Arpac che si occupa di controllare la qualità dell’aria. I primi risultati
consegnati dalle centraline attesterebbero un livello di concentrazione di polveri sottili sopra la soglia di legge, ma per avere un quadro della situazione più chiaro bisognerà attendere ulteriori controlli.

Nel periodo di campionamento, dal 24 al 25 dicembre, il valore di Pm10 è stato pari a 1075 microgrammi per metro cubo, quindi 21,5 volte superiori al limite di 50 microgrammi per metro cubo previsto su media giornaliera secondo il decreto legislativo 155 del 2000. Il secondo periodo di campionamento, effettuato tra Natale e Santo Stefano, ha rilevato un valore di 1.043 microgrammi per metro cubo di Pm10, quindi 20,86 volte superiori al limite di legge. “Entrambi i valori risultano superiori – secondo l’Arpac – sia al valore limite di 40 µg/m3, su anno civile, sia al valore limite di 50 µg/m3, su media giornaliera”.
“In attesa della determinazione degli idrocarburi policiclici aromatici (Ipa) e dei metalli pesanti- fa sapere l’Arpac- nell’area dell’incendio sono evidenti la formazione e diffusione di particolato che non risulta associata ad un altrettanto rilevabile formazione e diffusione di diossine, furani e Pcb diossino-simili, sostanze chimiche altamente tossiche”. Intanto l’agenzia regionale per l’ambiente continuerà a monitorare la situazione anche nei prossimi giorni, ma la preoccupazione dei residenti delle zone limitrofe è tanta. In merito è sceso in campo anche il Codacons Campania, tramite l’avvocato Matteo Marchetti. “Vogliamo vederci chiaro – dice Marchetti – le azioni che farà il Codacons saranno due: la prima sarà un’istanza di accesso agli atti sui rilievi effettuati dall’Arpac, che poi saranno successivamente esaminati dai nostri consulenti nazionali, la seconda sarà chiedere un incontro urgente al procuratore Borrelli per un confronto sugli ultimi disastri ambientali avvenuti in provincia, come l’incendio di Persano e il disastro degli ultimi giorni nella zona industriale salernitana”.