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giovedì, 23 Aprile, 2026
CronacaRegione BASILICATA

Inneggiavano alla Shoah e al genocidio ebraico. Perquisizione anche in provincia di Matera: arrestato 19enne per propaganda neonazista

Un’indagine della Polizia di Stato contro l’estremismo giovanile di matrice suprematista e neonazista coinvolge anche la provincia di Matera. Nella mattinata odierna, infatti, è stata eseguita una perquisizione anche sul territorio lucano nell’ambito di una vasta operazione coordinata dalla Procura della Repubblica di Milano.

L’attività ha portato all’arresto di un 19enne italiano residente a Pavia, destinatario della misura cautelare degli arresti domiciliari. Il giovane è ritenuto responsabile della promozione e direzione di un gruppo dedito alla propaganda e all’istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale e religiosa, con contenuti che arrivavano fino alla minimizzazione della Shoah e all’apologia del genocidio del popolo ebraico.

Contestualmente, su delega delle Procure milanesi – ordinaria e minorile – sono stati eseguiti 14 decreti di perquisizione nei confronti di altri giovani, nove dei quali minorenni, residenti in diverse province italiane tra cui, oltre a Matera, anche Cagliari, Caserta, Cosenza, Perugia, Roma, Viterbo, Salerno, Siena e Torino.

L’indagine è stata condotta dalla D.I.G.O.S. della Questura di Milano, con il supporto delle articolazioni territoriali, tra cui quella di Pavia, e in sinergia con la Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione. Al centro dell’inchiesta un’intensa attività di monitoraggio del web che ha permesso di individuare una rete organizzata su piattaforme di messaggistica istantanea.

Il gruppo principale, denominato “Chat Terza Posizione”, era gestito dal 19enne e risultava facilmente accessibile. Al suo interno venivano diffusi contenuti di propaganda neofascista, neonazista e antisemita, spesso accompagnati dall’esaltazione di autori di attentati terroristici come Brenton Tarrant, responsabile della strage di Christchurch del 2019.

Le indagini hanno inoltre evidenziato la presenza di riferimenti alla cosiddetta “white jihad”, una pericolosa contaminazione ideologica tra estremismo di destra e terrorismo jihadista, accomunati da una forte matrice antisemita.

Secondo gli inquirenti, l’arrestato avrebbe anche creato un canale di diffusione denominato “Centro Studi Terza Posizione” e contribuito alla stesura di un manifesto ideologico contenente propositi eversivi. L’attività di propaganda si estendeva anche ai social personali, con l’obiettivo di ampliare il reclutamento e spingere i membri ad azioni concrete, fino alla proposta di organizzare “Squadroni d’Azione Rivoluzionaria”.

Nel corso dell’indagine sono emersi ulteriori gruppi analoghi, come “Nuova Italia”, amministrato da altri giovani indagati, e frequentato anche da minorenni. In alcuni casi, gli appartenenti a queste chat sono stati coinvolti in episodi criminali già oggetto di autonome indagini.

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