Nel Vallo di Diano è acceso i dibattito su dove allocare la fermata dell’Alta Velocità, con lo scontro che avviene tra i primi cittadini del territorio. “I sindaci del Vallo di Diano, difendono il loro campanile basandosi unicamente sulla distanza chilometrica dal loro paese”. E’ quanto sottolinea , Luigi Ditella, Segretario generale Filt Cgil Basilicata il quale inoltre aggiunge che la Basilicata ha “smarrito ogni visione per una mobilità moderna”.

Il segretario della Cgil trasporti della Basilicata aggiunge infatti che “negli ultimi 30 anni, la regione non ha avuto un progetto chiaro: Matera è ancora in attesa della ferrovia e Potenza dell’alta velocità. Consentire il passaggio di un Frecciarossa su una linea del 1880 non è una vera innovazione, ma solo un modo per illudere i cittadini. La Regione sembra aver abbandonato il tema della mobilità, e se le associazioni, spesso non lucane, sollevano la questione sui media, è evidente che il trasporto in Basilicata non suscita più interesse.
Un tempo, politica, associazioni e sindacati erano uniti nel perseguire l’obiettivo dell’alta velocità in Basilicata, specialmente quando il Pnrr avrebbe potuto finanziare la bretella Polla-Tito, un’opera che avrebbe rivoluzionato i collegamenti regionali. Con un investimento di poco oltre un miliardo, avremmo potuto superare l’isolamento atavico della Basilicata, collegandola in meno di 40 minuti all’aeroporto di Pontecagnano e a Salerno in un’ora. Avevamo anche un sottosegretario lucano alle infrastrutture, ma le sue scelte hanno privilegiato un tracciato obsoleto, con una velocità media di 90 km/h, passando per gallerie storicamente pericolose e con un risparmio di tempo irrisorio.
È giunto il momento di cambiare rotta: la discussione su dove collocare la fermata dell’alta velocità, che sia a Buonabitacolo o Atena, è sterile e frutto di una politica miope. Dobbiamo concentrarci su come interconnettere la regione a tali fermate e lottare per una fermata nell’area sud della Basilicata, in grado di sostenere il turismo a Maratea e servire una parte significativa della popolazione.
Serve un nuovo piano di trasporti che privilegi il ferroviario, come richiesto dall’Europa, e che valorizzi la Basilicata come regione di collegamento tra i porti del sud. È fondamentale che la gestione del trasporto non venga delegata alla Puglia, ma che vengano nominati direttori del territorio senza conflitti di interesse, impegnati esclusivamente per il bene della Basilicata.
La Cgil chiede, da sempre, un tavolo di concertazione con le associazioni dei consumatori per garantire trasparenza sui dati riguardanti la puntualità e la regolarità dei treni. Chiediamo all’assessore regionale alle Infrastrutture, Pasquale Pepe, di avere il coraggio di avviare un vero confronto con tutti gli attori coinvolti. Gestire un settore strategico senza partecipazione crea ostacoli allo sviluppo della nostra regione. La mobilità rappresenta una delle poche speranze per uscire dall’isolamento in cui la politica nazionale ci ha relegati”.