Malformazioni intestinali nei neonati: l’ospedale San Carlo di Potenza avvia un’indagine nazionale

La Chirurgia pediatrica dell’Azienda ospedaliera regionale ‘San Carlo’ di Potenza, proporrà al Congresso nazionale della Società italiana di chirurgia pediatrica, a cui la struttura potentina prende parte da due anni, un’indagine nazionale sulla raccolta dei dati relativi alle malformazioni intestinali nei neonati, con l’obiettivo di individuare possibili fattori di rischio ambientali.

Il direttore generale dell’Aor, Giuseppe Spera, ha sottolineato il sostegno all’iniziativa della struttura di Chirurgia pediatrica dell’Azienda. “La ricerca e la raccolta dati – ha dichiarato Spera- sono strumenti essenziali per comprendere meglio le patologie neonatali e i possibili fattori di rischio. Questa survey nazionale rappresenta un passo importante per migliorare la salute dei bambini e offrire loro cure sempre più efficaci. Il fatto che la Chirurgia pediatrica dell’Azienda, costantemente dedita a garantire ai piccoli pazienti trattamenti all’avanguardia, sia protagonista dell’indagine nazionale – conclude Spera – dimostra in maniera inequivocabile il parallelo impegno nella ricerca e nella prevenzione delle patologie neonatali”.

“La nostra esperienza clinica ci ha portato a osservare un aumento significativo dei casi di malformazioni intestinali nei neonati negli ultimi anni”, ha dichiarato il responsabile della struttura di Chirurgia pediatrica dell’Aor San Carlo, Paolo Caiazzo. “Grazie alla nostra équipe composta da chirurghi pediatrici, anestesisti, pediatri e neonatologi, che l’attuale direzione strategica aziendale ha valorizzato e potenziato, siamo in grado di trattare con successo anche i casi più complessi, comprese le patologie nei bambini nati prematuri. Tuttavia, è fondamentale comprendere le cause di questa crescita per migliorare la prevenzione e la gestione di queste patologie. L’attività della Chirurgia pediatrica dell’Azienda – ha precisato il dottor Caiazzo – fornisce risposte sempre più rilevanti anche a pazienti extraregionali ed è costituita per il 90 per cento da interventi eseguibili in giornata (day surgery); il restante 10 per cento riguarda casi più gravi, tra cui malformazioni da trattare nei primi mesi di vita”.

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