Sono trascorsi 81 anni dal più terribile incidente ferroviario mai accaduto nel nostro Paese. Nella notte tra il 2 e il 3 marzo del 1944, 517 passeggeri (600 per le stime non ufficiali) morirono a bordo del treno 8017 nella Galleria dell’Armi, asfissiati dai gas tossici prodotti dalla locomotiva. Il treno merci, che non avrebbe potuto ospitare passeggeri, si arrestò all’interno della galleria che si trovava tra le due stazioni Balvano-Ricigliano e Bella-MuroLucano, sulla linea Battipaglia-Potenza.

I viaggiatori dormienti, molti dei quali clandestini, morirono nel sonno. I loro corpi vennero allineati nella stazione di Balvano e seppelliti in fosse comuni. Solo 90 persone riuscirono a mettersi in salvo. Le cause ipotetiche del disastro vanno dall’errore umano ai malfunzionamenti tecnici e all’assenza di misure di sicurezza adeguate.
Per anni la strage di Balvano è stata rimossa dalla memoria storica italiana ma recentemente il consigliere regionale, Tommaso Pellegrino, ha presentato una proposta di legge per l’istituzione della Giornata in memoria della sciagura ferroviaria. La proposta è nata su richiesta di molti sindaci della Campania, infatti più della metà delle vittime proveniva da Salerno e Napoli.














