È forte l’indignazione che arriva dai sindacati Cisl e Fnp Basilicata per una decisione presa dall’Azienda Sanitaria potentina che taglierebbe i costi sulla spesa sanitaria per gli anziani. Secondo quanto emerge da una nota pubblicata da Cisl, il taglio dei costi sulla spesa riguarderebbe i pannoloni assegnati agli anziani non autosufficienti: “numero che, secondo quanto denunciato dalla stampa, passerebbe dagli attuali 360 a 180 unità a trimestre pro capite”. Secondo Cavallo, segretario generale di Cisl Basilicata, e Amatulli, segretario generale della Fnp Cisl Basilicata “questa misura, motivata da esigenze di contenimento della spesa sanitaria, colpisce in modo ingiusto e inaccettabile le fasce più fragili della popolazione, privandole di un diritto essenziale per la loro dignità e qualità della vita. Non possiamo accettare che il risanamento dei conti della sanità regionale avvenga a discapito degli anziani e dei più deboli. Si tratta di un provvedimento che creerebbe enormi disagi alle famiglie e ai caregiver, costringendoli a sopperire con spese aggiuntive ad una necessità primaria per chi è costretto a letto o ha gravi problemi di incontinenza”.

E continuano con una dura presa di posizione specificando come “questa scelta sia frutto di una visione miope e priva di sensibilità sociale che ignora il ruolo fondamentale del sistema sanitario nel garantire assistenza e tutela ai cittadini più fragili. Ci chiediamo come sia possibile che, mentre si continuano a registrare sprechi e inefficienze nella gestione sanitaria, l’unica soluzione individuata sia quella di tagliare servizi essenziali per gli anziani e le loro famiglie”. I due sindacati hanno chiesto quindi l’intervento immediato della Regione Basilicata in particolare dell’assessore alla Salute Cosimo Latronico “affinché venga revocata questa misura e siano garantiti i livelli minimi di assistenza per tutti gli anziani non autosufficienti”. Cavallo e Amatulli hanno richiesto poi un incontro con l’assessore e la direzione dell’Asp “per trovare soluzioni alternative che non penalizzino i cittadini più fragili perché la sanità pubblica deve essere un diritto per tutti, non un lusso per pochi”.














