La spada di Damocle della chiusura aleggia, ancora, sul Punto nascita di Polla, come su Sapri. Nel braccio di ferro tutto politico tra Governo nazionale e Governo regionale chi rischia di pagarne le conseguenze sono ancora i territori di periferia. Dal reparto diretto da Francesco De Laurentiis arriva – attraverso i social – un grido di protesta dal titolo: “Non rimaniamo in silenzio”. “La chiusura del Punto Nascita di Polla sembra frutto di una strategia che riduce progressivamente le risorse del nostro territorio a favore di strutture più vicine a Salerno, se volessimo tener conto della nostra provincia – si legge -, altrimenti dobbiamo tenere in considerazione la maggior parte delle mamme che saranno costrette a spostarsi nella Basilicata, e quindi fuori regione, diminuendo ancora di più il numero delle nascita nella nostra regione e aumentandone invece la spesa passiva”. Nel lungo post si snocciolano le motivazioni per cui il Punto nascita deve restare aperto. “Se è vero che l’esperienza e la competenza sono fondamentali per garantire la sicurezza nei parti, è altrettanto vero che la distanza dai servizi sanitari rappresenta un fattore di rischio concreto per le donne in gravidanza. Chiudere un punto nascita senza considerare le caratteristiche del territorio significa mettere a rischio la salute delle future mamme e dei loro bambini”
Insomma si chiede una elasticità in base alle esigenze territoriali. “Le Linee Guida non possono essere applicate in modo rigido senza tener conto delle specificità locali: percorrere 130 km per raggiungere l’ospedale più vicino e attrezzato in situazioni di emergenza non è né accettabile né sicuro. La chiusura di un Punto Nascita come quello di Polla svuota le periferie di servizi essenziali: la sicurezza nell’assistenza dipende dagli investimenti su personale e attrezzature, non dal numero di parti”.
Arriva quindi anche una proposta: “La soluzione non è chiudere, ma investire per migliorare la qualità e la sicurezza dei punti nascita esistenti, garantendo formazione e supporto adeguato al personale. La sanità pubblica deve adattarsi alle esigenze dei cittadini, non il contrario. Se è vero che bisogna attenersi a standard numerici e quantitativi (500 parti annuali stabiliti dal decreto Balduzzi), allora bisogna farlo anche in termini qualitativi” E ancora i numeri del Punto Nascita del “Luigi Curto” nel corso degli anni che hanno dimostrato un progressivo miglioramento dell’assistenza ostetrica e dall’incremento del numero delle nascite con: “riduzione del tasso di tagli cesarei (anno 2024 a Polla pari al 20%, al di sotto della media nazionale), assistenza ostetrica one to one, ovvero ostetrica dedicata alla donna; possibilità consentita proprio per rapporto numerico adeguato ostetrica-pazienti, mortalità materna 0%, nati-mortalità 0%”.
Il personale tutto del reparto di Ginecologia e Ostetricia di Polla (Medici, Ostetriche, Infermiere, OSS e Ausiliari) nel corso degli anni ha dimostrato di poter garantire alle neo-mamme assistenza sicura grazie a competenza e professionalità, lavorando con empatia, dedizione e soprattutto umanità, nonostante la carenza di personale e attrezzature.
“Per tale motivo, riteniamo che la soluzione non sia chiudere il nostro Punto Nascita ma anzi migliorare le risorse per investire nei servizi essenziali garantiti al nostro territorio. In attesa di notizie ufficiali da parte delle autorità competenti, ringraziamo gli amministratori che si sono prodigati in nostra difesa e informiamo tutta l’utenza che il nostro reparto continua a lavorare per garantire salute e sicurezza di mamme e bambini”,