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sabato, 30 Maggio, 2026
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Intervento record al Policlinico di Napoli, Agnese salvata da due tumori. L’operazione è durata 7 ore

Il 27 aprile Agnese De Simone, 55enne del beneventano, si è sottoposta ad un intervento multidisciplinare presso l’Azienda Ospedaliera Federico II di Napoli, grazie al quale è tornata a sperare nel futuro.

La paziente, affetta da tumore alla mammella e metastasi al fegato, è stata salvata dal lavoro sinergico di tre equipe specializzate: l’Unità Operativa Complessa di chirurgia epato-bilio-pancreatica e dei trapianti dei reni, guidata dal prof. Roberto Troisi con Roberto Montalti e Mariano Giglio; dall’equipe di chirurgia senologica con la guida del prof. Tommaso Pellegrino ed Enrico Araimo, Andrea Calandriello, Giovanni Fortunato dell’Unità di chirurgia generale ad indirizzo bariatrico, endocrino metabolico e senologia diretta dal prof. Mario Musella e dall’equipe dell’Unità di chirurgia plastica e ricostruttiva diretta dal prof. Francesco D’Andrea con Luigi Moccia. La paziente è stata assistita, inoltre, dall’equipe dell’Unità di Anestesia, Rianimazione e Terapia antalgica diretta dal prof. Giuseppe Servillo con Andrea De Felice e Vera Cirillo. La squadra di medici, con un’unica operazione di sette ore, è riuscita a rimuovere il cancro alla mammella, la metastasi al fegato e ricostruire il seno della paziente, evitando ulteriori interventi.

Il primo tempo della partita si è giocato sul fegato. L’equipe guidata dal professore Roberto Troisi ha utilizzato la laparoscopia, una tecnica che permette di operare senza grandi tagli, garantendo una guarigione molto più veloce. Grazie a questa scelta tecnologica, Agnese ha potuto rimettersi in piedi in tempi brevissimi. È la dimostrazione che l’innovazione, quando incontra mani esperte, può fare davvero la differenza nel percorso di cura di una patologia così complessa e aggressiva.

Subito dopo è toccato ai senologi, coordinati dal professore Tommaso Pellegrino. La sfida qui era doppia: eliminare il male ma preservare il più possibile l’integrità del corpo della donna. I medici sono riusciti a conservare il complesso areola-capezzolo, un dettaglio fondamentale per il benessere psicologico di ogni paziente oncologica. In questo modo, l’asportazione del tumore non è stata vissuta come una mutilazione definitiva, ma come un passaggio verso la guarigione totale.

La vera ciliegina sulla torta di questo intervento è stata la ricostruzione plastica istantanea. Il team del professore Francesco D’Andrea è intervenuto subito con l’impianto delle protesi, sistemando anche l’altra mammella che Agnese aveva perso in un precedente intervento risalente al 2022. Uscire dalla sala operatoria con il corpo già “ricostruito” cambia tutto a livello mentale. Si abbatte il muro del trauma estetico e si accelera il ritorno a una quotidianità fatta di sguardi allo specchio senza paura.

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