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giovedì, 16 Aprile, 2026
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Chiusura punti nascita di Polla e Sapri. Il presidente della Conferenza dei Sindaci dell’Asl: “Minaccia per sicurezza e giustizia territoriale”

Il prossimo 11 aprile è una data importante per conoscere le sorti della sanità campana ed anche dei punti nascita di Polla e Sapri a rischio chiusura per il mancato raggiungimento dei 500 parti all’anno. Lo stesso presidente della Giunta Regionale, De Luca, aveva annunciato nei giorni scorsi che si tratta di una data importante: l’incontro a Roma non solo sarà fondamentale per decidere le sorti della Campania in merito al Piano di Rientro ma anche relativamente ai due servizi essenziali per i territori del Vallo di Diano e del Golfo di Policastro, oltre naturalmente per numerosi territori limitrofi.

In merito all’importante appuntamento e a quanto potrebbe essere deciso per i punti nascita di Polla e Sapri è intervenuto Michele Di Candia, Presidente della Conferenza dei Sindaci dell’Asl di Salerno con una lunga nota stampa. Di Candia ha definito la possibile decisione di chiusura “una minaccia per la sicurezza e la giustizia territoriale”.

Il Presidente della Conferenza dei Sindaci dell’Asl Salerno, ha rimarcato i numeri positivi raggiunti dal punto nascite dell’ospedale di Polla, con 366 parti nel 2024, zero decessi materni e neonatali negli ultimi vent’anni, e un tasso di tagli cesarei del 20%, ben sotto la media nazionale che è del 25%. Si è poi scagliato contro chi sostiene che ospedali con meno di 500 parti annui abbiano professionisti meno “allenati”e quindi meno preparati. “Il paradosso, ha scritto Di Candia, è che, mentre a Vallo della Lucania, con numeri inferiori a quelli di Polla, è stata concessa una deroga come “area disagiata”, non si capisce perché a Polla non venga riconosciuta la stessa considerazione. Polla, è un’area interna, lontana dai grandi centri e con un bacino di utenza vasto e complesso che comprende territori montani e rurali. È incomprensibile come il principio di equità territoriale venga così disatteso.
Lo stesso vale per Sapri, un presidio sanitario fondamentale per un’utenza geograficamente isolata e logisticamente fragile. È paradossale che, da un lato, si riconosca che Polla e Sapri ricadano in aree interne, ma dall’altro non venga loro riconosciuto lo status di zona disagiata, che potrebbe garantire la salvaguardia di servizi essenziali come il punto nascita”.

Da qui l’appello alla Regione Campania e al Governo, in qualità di rappresentante di tutti gli amministratori dei comuni salernitani rientranti nell’Asl Salerno, affinchè questi territori vengano protetti per evitare che l’uscita dal Piano di Rientro comporti la chiusura dei punti nascita.

1 Commento

  1. Io says:

    L’arrivo delle elezioni regionali ed il conseguente movimento tellurico delle poltrone,sta smuovendo gli animi di chi ad ogni costo cerca di portare avanti tesi assurde ad ogni costo, fossilizzandosi sui punti nascita,dimenticandosi della realtà dello stato di salute in cui versa l’intera struttura ospedaliera .Ricoveri ridotti al lumicino con grande migrazione sanitaria verso altre regioni,interventi importanti praticamente pari a zero per effetto di quanto sancito in atto aziendale e carenza di medici oramai cronica .sì preoccupano del numero 500,standard minimo richiesto giustamente dal governo centrale, a tutela della salute delle partorienti.

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