C’è un indagato per la morte di Renato Castagno, il 37enne di Mariconda deceduto in seguito a un malore nel carcere a Fuorni lo scorso mercoledì. Come riporta “Il Marrino”, il pubblico ministero Katia Cardillo, che inizialmente aveva aperto un fascicolo contro ignoti, ha ora ipotizzato il reato di omicidio colposo a carico di un medico in servizio presso il penitenziario e ha fissato la data per il conferimento dell’incarico al perito in vista dell’autopsia. Sarà proprio l’autopsia a fornire i primi elementi chiave in un’inchiesta destinata a far luce su eventuali responsabilità di una morte che, per molti aspetti, appare come una tragedia annunciata.

Il giovane, infatti, era affetto da gravi problemi di salute, una condizione evidenziata sin dal primo momento dal suo legale, Bianca De Concilio, che ha denunciato atteggiamenti superficiali da parte della direzione sanitaria del carcere e dell’ufficio di sorveglianza. Il giovane, condannato con sentenza definitiva a sei anni e due mesi di reclusione per associazione finalizzata allo spaccio di stupefacenti, aveva già subito due ischemie e presentava un quadro clinico critico. Avrebbe dovuto essere sottoposto a una terapia farmacologica adeguata e a controlli clinici periodici, ma, secondo la difesa, nulla di tutto ciò sarebbe avvenuto durante la sua detenzione. Nel 2022, pochi giorni dopo l’arresto di Renato, il Gip del tribunale di Salerno, Domenico D’Agostino, aveva disposto i domiciliari per il ragazzo in modo da permettergli di continuare le cure.
Ma a settembre 2022 è arrivata la sentenza di primo grado, confermata poi l’anno dopo in Appello e divenuta definitiva lo scorso ottobre in Cassazione con la quale Renato è dovuto tornare a scontare la pena in carcere. Durante la permanenza in carcere il 37enne riferiva costantemente di non essere curato, di aver continui mal di testa dovuti alla pressione alta e che le uniche cure somministrategli a Fuorni consistevano in banali antidolorifici.
Domani, nella Cittadella giudiziaria, alla presenza del magistrato e dei legali di parte: l’avvocato Bianca De Concilio per i familiari del giovane detenuto e l’avvocato Angelo Gesummaria per il camice bianco, verrà nominato un consulente tecnico di parte. Gli sviluppi investigativi potrebbero inoltre portare a un ampliamento della lista degli indagati poiché la vicenda solleva numerosi interrogativi, tra cui un presunto ritardo nei soccorsi.













