Polla sarà il primo comune in Campania ad aderire alla “Rete Città Sane”, una delle iniziative promosse dall’OMS, l’Agenzia delle Nazioni Unite ONU per la Salute, per aiutare le città a diffondere la consapevolezza della salute pubblica e a sviluppare le politiche locali per la salute e i programmi sanitari.
“Il Comune di Polla, con delibera numero 52, ha aderito alla” Settimana del Cervello” che è il preludio per l’adesione alla grande rete, al network delle città della salute del cervello. Sono circa mille comuni in tutta Italia, in Campania ancora non ce ne sono e noi saremo la prima comunità ad aderire a questo importante progetto” ha dichiarato il presidente del Consiglio Comunale, Giovanni Corleto.
“Il progetto ha varie finalità, non soltanto quello strettamente medico-ha spiegato Corleto- ma anche e soprattutto quello di creare una comunità votata al benessere”.

Il programma si inserisce nell’ambito delle attività dell’Associazione Palazzo Albirosa, guidata dal professore Antonio Federico, e nasce dal manifesto “One Brain, One Health” scritto da 44 neurologi di tutto il mondo (di cui ha fatto parte il professore) sul benessere del cervello.
“Devo ringraziare il Comune di Polla-ha dichiarato Antonio Federico-perché prontamente ha deliberato di aderire a una mia proposta di far parte delle città che affrontano politicamente il tema del benessere del cervello”. Quello della salvaguardia della salute è un obiettivo che si può raggiungere, come ha spiegato il presidente di Palazzo Albirosa, attraverso una serie di politiche e di azioni, quali la scelta di una dieta sana e l’associazione sociale, volte a stimolare il cervello nella fase dello sviluppo e quando inizia a degenerare a causa del l’invecchiamento.
Tra le attività già svolte nell’ambito del progetto rientrano gli incontri che si sono tenuti nel corso della “Settimana del Cervello”, organizzata dall’Associazione Palazzo Albirosa e dall’Università Popolare della Terza Età di Polla, che si concluderanno il prossimo 31 marzo con il convegno “Funzioni celebrali ed abuso dei social”.













