Sulla questione della scala di metallo al fianco della Certosa di Padula si è aperta, inaspettatamente, una polemica politica tra il Comune guidato dalla sindaca Michela Cimino e l’avvocato Angelo Paladino che ha presentato diverse mozioni per farla togliere. In un lungo comunicato l’amministrazione comunale ha accusato il presidente dell’osservatorio del paesaggio.

Le continue pressioni e critiche di Paladino hanno spazientito l’amministrazione comunale di Padula in un perentorio testo dal titolo “Il Comune di Padula rompe il silenzio”. Nell’incipit si ricordano varie rassicurazioni sulla possibilità di togliere la scala anche grazie all’azione dell’amministrazione. “Non comprendiamo il tentativo dell’avvocato Paladino di attribuirsi meriti esclusivi, insinuando che la rimozione della scala sia frutto di sue azioni. Questo atteggiamento, oltre a sminuire il lavoro dell’Amministrazione comunale, appare come un tentativo di ottenere visibilità personale”. La sindaca inoltre ha evidenziato un altro problema nel momento in cui la scala scomparirà. Ovvero come “sarà garantita la passeggiata coperta del monumento, prevista dal progetto di restauro del sito Unesco. La scala, infatti, avrebbe dovuto consentire ai visitatori di accedere a luoghi attualmente inaccessibili, passeggiare lungo il piano superiore e partecipare a eventi e mostre nei locali situati al piano superiore dell’edificio”.
Accuse però non accolte e respinte al mittente da Paladino. “Non ho mai attaccato il Comune ma la Sovraintendenza. Evidentemente però il Comune si è destato dal letargo nel quale era anche se mi chiedo se davvero la vuole togliere quella scala o è complice”.