L’Associazione Schierarsi – Piazza Cilento e Vallo di Diano avvia tre iniziative per fare luce sull’iter dei lavori del Ponte di Caiazzano: accesso agli atti (FOIA), integrazione del fascicolo ANAC e istituzione dell’Osservatorio Popolare Ponte Tanagro per il monitoraggio civico del cantiere.

Inoltre l’associazione chiede delucidazioni anche in merito al “recente vertice a porte chiuse presso la Comunità Montana per blindare lo slittamento dei lavori al 31 dicembre 2026.
L’Associazione Schierarsi – Piazza Cilento e Vallo di Diano ha attivato contemporaneamente tre distinte azioni per smantellare il segreto calato sul cantiere e accertare le responsabilità dei continui ritardi. In primo luogo, i referenti territoriali dell’Associazione hanno depositato un’istanza di Accesso Civico Generalizzato (FOIA) indirizzata al Presidente della Provincia di Salerno e al Responsabile della Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza (RPCT), chiedendo l’accesso e il rilascio dei verbali delle prove di carico effettuate nei mesi di maggio e giugno, del verbale della riunione a porte chiuse tenutasi presso la Comunità Montana, degli eventuali accordi sottoscritti e del cronoprogramma aggiornato dei lavori. In secondo luogo, Schierarsi ha trasmesso una nota di integrazione al fascicolo già aperto dall’ANAC, che dal 2025 monitora la vicenda a seguito di una segnalazione dell’Associazione. All’Autorità è stato chiesto di acquisire la documentazione relativa al vertice, verificare la regolarità delle eventuali varianti contrattuali e vigilare sul rischio di ulteriori ritardi nell’esecuzione dell’opera. La terza mossa è la nascita dell’Osservatorio Popolare Ponte Tanagro, un organismo di monitoraggio civico permanente istituito per vigilare sul rispetto della scadenza di dicembre 2026 per la riapertura del ponte sulla S.P. 51 tra Padula e Sassano, chiuso dall’ottobre 2021. L’obiettivo è garantire un controllo civico costante sull’andamento dei lavori e sulla trasparenza delle procedure contro i ritardi e le “porte chiuse” della burocrazia. “Il protrarsi di questa chiusura, sottolinea l’Associazione, ormai vicina ai cinque anni, continua a incidere pesantemente sul diritto dei cittadini a una mobilità sicura, allunga sensibilmente i tempi di percorrenza dei mezzi di soccorso e produce gravi ripercussioni economiche sulle attività commerciali e artigianali dell’area. I cittadini hanno il diritto di conoscere lo stato reale dell’opera e le ragioni di eventuali ritardi. L’Osservatorio Popolare seguirà passo dopo passo l’evoluzione del cantiere, rendendo pubblici gli aggiornamenti. Per rendere il monitoraggio ancora più capillare, la Piazza lancia, dalla propria pagina Facebook “Schierarsi – Piazza Cilento-Vallo di Diano”, una mobilitazione digitale rivolta a tutti i residenti del Vallo di Diano, invitandoli a diventare “cittadini sentinella del cantiere”. Attraverso l’hashtag #OcchioAlPonte, cittadini, associazioni e comitati del territorio sono invitati a partecipare a un’azione di monitoraggio civico finalizzata alla restituzione di un’infrastruttura fondamentale per l’intero Vallo di Diano, scattando e pubblicando sui social fotografie e aggiornamenti visivi sullo stato dei lavori, esclusivamente dall’esterno dell’area di cantiere e nel pieno rispetto delle condizioni di sicurezza. Il materiale raccolto sarà catalogato dalla Piazza per realizzare un report fotografico mensile, pubblicato sulla pagina della Piazza, finalizzato a documentare visivamente l’avanzamento strutturale del cantiere e la continuità delle attività lavorative. “Mentre i sindaci e i vertici della Provincia si barricano nelle stanze per firmare accordi riservati e annunciare lo slittamento della conclusione dei lavori al 31 dicembre 2026, noi rispondiamo aprendo le porte della legalità e della trasparenza”, rimarcano i referenti territoriali di Schierarsi – Piazza Cilento e Vallo di Diano. L’associazione sostiene fortemente che “chi amministra la cosa pubblica deve rendere conto ai cittadini delle risorse pubbliche utilizzate, dello stato dei lavori e del tempo perduto; non può trincerarsi dietro incontri blindati che escludono e offendono la comunità. Se la politica sceglie l’opacità, noi useremo ogni strumento previsto dalla legge per difendere il nostro territorio”.














