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martedì, 10 Marzo, 2026
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Emergenza cinghiali, il Parco replica al Codacons: “Azioni concrete e massimo impegno, ma non abbiamo competenza sui centri abitati”


In riferimento alle recenti dichiarazioni del Codacons Cilento sull’emergenza cinghiali, il Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni attraverso una nota stampa chiarisce la sua posizione.

“L’emergenza cinghiali è una questione che riguarda da anni tutto il territorio nazionale, con episodi ormai frequenti anche nelle città metropolitane. Il Parco, nei limiti della normativa vigente, ha messo in campo diverse misure per il contenimento della specie, in linea con le direttive ISPRA e del Ministero dell’Ambiente.

Già dal 2017 è stato adottato un Piano d’Azione per ridurre la popolazione dei cinghiali e ristabilire gli equilibri naturali. A oggi sono stati formati 530 selecontrollori e abbattuti circa 8.600 capi. Inoltre, sono stati stanziati 600 mila euro per l’installazione di recinzioni elettrificate a tutela dei campi agricoli.

Tra le azioni più significative, anche l’organizzazione di una filiera per la commercializzazione della carne di cinghiale: nei comuni di Felitto, Roscigno, Cuccaro Vetere e Morigerati sono attivi quattro centri di raccolta dotati di celle frigorifere. Un bando pubblico ha individuato un centro specializzato per il ritiro e la lavorazione delle carni, con rimborso spese ai selecontrollori.

In merito agli indennizzi definiti “irrisori” dal Codacons, il Parco precisa che, per legge (art. 15, comma 3, Legge 394/91), è tenuto a risarcire esclusivamente i danni al patrimonio agricolo e zootecnico, calcolati secondo i prezzi ISMEA, come previsto dalle direttive ministeriali.

Infine, è importante sottolineare che il Parco non ha competenza sui cinghiali presenti nei centri abitati. Tale responsabilità ricade sulle Regioni, come previsto dall’art. 19 della Legge 157/1992, modificata nel 2022, che assegna alle Regioni anche la gestione della fauna in aree urbane e protette”.

“Non abbasseremo la guardia – dichiara il presidente Giuseppe Coccorullo – Lo dimostrano le tante azioni avviate e le risorse investite. Purtroppo, l’attività di selecontrollo ha subito un rallentamento a causa delle restrizioni legate alla Peste Suina Africana, ma si prevede che nei prossimi mesi si possa completare il depopolamento dei cinghiali, come stabilito dal Piano del Commissario Straordinario.”

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