La giunta comunale di Potenza, guidata dal sindaco Vincenzo Telesca, ha deciso di modificare la destinazione dell’intitolazione a Nino Postiglione, editore delle radio libere, scegliendo una rotatoria nel quartiere Poggio Tre Galli in sostituzione del Belvedere del Parco di Montereale, nel centro storico della città.
L’intitolazione originaria del Belvedere, un luogo caro alla cittadinanza e intriso di valore simbolico, aveva suscitato forti proteste da parte dell’Anpi, della Cgil, di diverse forze del centrosinistra e di numerose associazioni civiche. Il Comune ha allora “corretto” il tiro, scegliendo un luogo meno carico di significati storici.
Nino Postiglione, scomparso nel 2013, è stato tra i protagonisti del fenomeno delle radio libere negli anni ’70 e ’80. Tuttavia, nel 2000 si candidò alla presidenza della Regione Basilicata con la lista “Nuovo Progetto”, sostenuta da Forza Nuova, formazione dell’estrema destra.
In una nota ufficiale, l’Amministrazione comunale ha spiegato che la scelta è stata effettuata “tenendo conto delle diverse sensibilità espresse dalla cittadinanza” e ha ribadito la volontà di rendere omaggio al valore storico delle radio libere e non alla sola figura personale di Postiglione.

“Un riconoscimento doveroso e sentito – si legge nel comunicato – con cui si ribadisce l’importanza di chi ha favorito la socialità e il dibattito attraverso lo svilupparsi di un necessario pluralismo informativo. Così dando lustro non solo e tanto alla persona fisica, ma all’intero movimento delle radio libere e alla storica sentenza della Corte Costituzionale del 1976”.
A contrastare la decisione del sindaco Telesca, anche l’associazione Libera contro le mafie ha espresso una netta critica, sottolineando come la scelta di spostare l’intitolazione da Montereale a una rotonda cittadina sembri più una mossa tattica che una vera e propria revisione politica. L’associazione ha evidenziato che il vero problema non risiede nel dove venga dedicato uno spazio a Nino Postiglione, ma nel perché.
Secondo Libera, dedicare uno spazio pubblico a una figura legata all’estrema destra e oggetto di rilievi giudiziari e giornalistici solleva inevitabilmente dubbi. L’associazione ha messo in evidenza che non è possibile trovare un “luogo neutro” per una figura così divisiva, in quanto la memoria pubblica non può essere scollegata dal passato controverso di una persona che ha continuato a suscitare polemiche.
Pur riconoscendo che l’Amministrazione ha provato a smorzare i toni, facendo meno riferimento alla figura personale di Postiglione e più al movimento delle radio libere, Libera ha fatto notare che questo passo indietro non è sufficiente a sanare il difetto di fondo: l’intera operazione nasce da una narrazione storica che non tiene conto delle implicazioni politiche e sociali legate alla figura di Postiglione.
Accogliendo il consenso di tanti cittadini, la legittima domanda di Libera rimane invariata: perché voler intestare spazi pubblici a chi continua a dividere, invece che contribuire a unire la comunità? Le città hanno bisogno di luoghi che conservino la memoria, non di segni che rischiano di alimentare nuove fratture sociali.