Sanità privata e RSA in sciopero a Napoli: lavoratrici e lavoratori chiedono il rinnovo dei contratti bloccati da anni


Oggi, a Napoli e in tutte le principali città italiane, si è tenuto lo sciopero nazionale delle lavoratrici e dei lavoratori della sanità privata e delle RSA (Residenze Sanitarie Assistenziali), indetto per chiedere con forza il rinnovo dei contratti nazionali ormai bloccati da anni.

Lo sciopero, promosso dalle principali sigle sindacali, giunge dopo il fallimento del tentativo di conciliazione presso il Ministero del Lavoro e a seguito di mesi di rinvii e silenzi giudicati inaccettabili dai rappresentanti dei lavoratori.

Il contratto della sanità privata Aiop e Aris è fermo da 6 anni, mentre quello delle RSA attende un aggiornamento da ben 13 anni. Un immobilismo che colpisce decine di migliaia di operatori e operatrici che, ogni giorno, garantiscono servizi sanitari e assistenziali fondamentali, in particolare alle persone più fragili della società.

“Le lavoratrici e i lavoratori della sanità privata accreditata e delle RSA – denuncia Antonio Capezzuto, Segretario Generale della FP CGIL di Salerno – svolgono un servizio pubblico essenziale, con competenza, dedizione e professionalità. Eppure restano senza adeguamenti retributivi, senza tutele aggiornate e con un contratto fermo da anni.”

A rendere ancora più tesa la vertenza è la posizione delle associazioni datoriali Aiop e Aris, che condizionano l’apertura del negoziato alla garanzia della copertura totale dei costi da parte del Governo e delle Regioni. Una richiesta ritenuta “assurda” dai sindacati, in quanto si tratta di strutture private che operano per conto del servizio pubblico ma che non possono trasferire completamente il rischio d’impresa sulle spalle dei lavoratori e della collettività.

Il silenzio delle istituzioni su questa vicenda alimenta la frustrazione. “Dal Ministero della Salute, dalla Conferenza delle Regioni, da Aiop e Aris non arriva alcun segnale. Nessuna apertura, nessun impegno concreto”, sottolinea Capezzuto.

Lo sciopero di oggi rappresenta solo una tappa di una mobilitazione che continuerà ad oltranza. L’obiettivo è ottenere il rinnovo dei contratti, l’aumento degli stipendi e una reale valorizzazione del personale che lavora nella sanità accreditata, garantendo diritti e dignità a chi ogni giorno è in prima linea per la salute dei cittadini.

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