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venerdì, 17 Aprile, 2026
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“L’ho fatto perché mi aveva lasciato”. La confessione dell’ex di Martina Carbonaro

“L’ho fatto perché mi aveva lasciato”. Queste le parole pronunciate da Alessio Tucci nel corso dell’interrogatorio dopo l’omicidio di Martina Carbonaro, la 14enne di Afragola ritrovata morta nella notte tra martedì e mercoledì 28 maggio in un vecchio casolare diroccato. Attualmente sul 19enne, che ha confessato il delitto, pende l’accusa di omicidio pluriaggravato e occultamento di cadavere. Il cadavere, infatti, è stato trovato sotto un vecchio armadio e cumuli di rifiuti e detriti in un edificio nei pressi dell’ex stadio Moccia. Sul corpo di Martina nessun segno di violenza sessuale, ma ferite, sul volto e alla testa, causate da almeno quattro colpi inferti con un corpo contundente, molto probabilmente una pietra. Dall’ispezione del medico locale è emerso che l’adolescente, dopo essere stata colpita “selvaggiamente e ripetutamente”, è morta al termine di un’agonia, a causa di una consistente perdita di sangue.

Gli inquirenti avevano ipotizzato sin dal primo momento l’omicidio, portando in caserma l’ex fidanzato. Già nel primo pomeriggio i militari dell’arma stavano ispezionando il luogo dove poi è stato trovato il cadavere della giovane. Determinanti per risalire al colpevole si sono rivelate le immagini di videosorveglianza, grazie alle quali sono state ricostruire le ultime ore di Martina e i suoi movimenti in compagnia di Alessio. Anche l’amica con la quale era uscita ha fornito informazioni fondamentali. Martina, secondo quanto è stato ricostruito, ha accettato di vedersi un’ultima volta con l’ex, in un luogo appartato, che entrambi già conoscevano. E qui si è consumato il delitto. In caserma, durante l’interrogatorio davanti al Pm della Procura di Napoli Nord, Tucci ha prima finto di non sapere niente; poi, messo alle strette ha confessato, mostrando anche le mani ferite a causa della violenza usata per uccidere.

Ad incastrarlo anche le sue impronte, trovate sull’armadio sotto il quale aveva nascosto il cadavere della ragazza. Nel decreto di fermo il movente viene indicato nel “rifiuto della ragazza a proseguire la relazione sentimentale con Tucci, interrotta da poche settimane”, durante le quali il giovane ha cercato più volte e sempre invano di “ristabilire la frequentazione”.
   
   

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