“La situazione nel reparto di Geriatria dell’AOR San Carlo di Potenza è diventata insostenibile”. A sostenerlo è la FIALS di Potenza denuncia nuovamente, con forza e preoccupazione, le gravi criticità organizzative già segnalate in passato ma tuttora irrisolte. Le condizioni di lavoro sono al limite, con un impatto diretto sulla qualità dell’assistenza e sulla sicurezza dei pazienti.

Il reparto dispone di 32 posti letto, occupati da pazienti fragili e ad alta complessità clinica. Nonostante ciò, durante i turni notturni sono spesso presenti soltanto due infermieri, ben al di sotto degli standard AGENAS, che ne prevedono almeno quattro. La carenza cronica di Operatori Socio Sanitari (OSS) obbliga gli infermieri a svolgere mansioni improprie, determinando un pesante sovraccarico psicofisico e una condizione di demansionamento professionale.
Il clima lavorativo ha spinto molti professionisti a chiedere il trasferimento verso altri reparti, segno evidente di un malessere diffuso. Il costante sottorganico non solo mette a rischio la salute degli operatori, ma genera disorientamento, sfiducia e una progressiva perdita di motivazione, con ripercussioni dirette sulla qualità delle cure erogate.
Secondo uno studio pubblicato su The Lancet (Aiken et al., 2014), ogni paziente in più assegnato a un infermiere aumenta del 7% il rischio di mortalità entro 30 giorni dal ricovero. Un dato scientifico che impone una riflessione urgente, specialmente in un reparto come la Geriatria, dove il rapporto infermiere/paziente è nettamente al di sotto degli standard raccomandati.
“Non è più tollerabile che la sanità pubblica venga gestita con superficialità e disattenzione – dichiara Giuseppe Costanzo, Segretario Provinciale della FIALS di Potenza –. È urgente adeguare la dotazione organica del personale infermieristico e garantire la piena presenza degli OSS. La Direzione Generale deve assumersi la responsabilità di affrontare immediatamente questa emergenza”.
La FIALS rinnova la disponibilità al dialogo, ma in assenza di risposte concrete, si riserva di attivare tutte le forme di mobilitazione previste dal quadro normativo e contrattuale, per tutelare i lavoratori e garantire un’assistenza sicura e dignitosa ai pazienti.
“Ogni giorno in più senza risposte è un giorno in meno per la sicurezza di tutti” – conclude Costanzo.