Nel 2024, il Nucleo Tutela Patrimonio Culturale dei Carabinieri di Bari ha rafforzato il suo impegno nella salvaguardia del patrimonio culturale di Puglia e Basilicata, portando a termine importanti operazioni di recupero e restituzione di beni culturali a rischio di definitiva dispersione. Con una competenza interregionale, il nucleo ha svolto un’attività intensa e strategica contro il traffico illecito di reperti archeologici, furti, scavi clandestini e opere abusive, contribuendo significativamente alla protezione della ricchezza storica e artistica delle due regioni.

L’attività del nucleo ha portato al recupero e alla restituzione di 3.713 beni culturali, tra cui reperti archeologici, libri antichi, opere d’arte false e documenti storici, con un valore stimato di circa 2.827.500 euro. Rispetto al 2023, si registra un aumento delle denunce e dei sequestri, evidenziando un incremento dell’attività investigativa e repressiva. Sono state denunciate 157 persone (contro le 95 dell’anno precedente) e sequestrati 4.286 reperti archeologici e beni antiquariali, tra cui oltre 2.300 monete e numerosi manufatti provenienti da scavi clandestini.
Particolare attenzione è stata data al traffico illecito di reperti archeologici, spesso provenienti da siti della Basilicata e della Puglia. Le indagini hanno portato al deferimento di 35 persone per scavi clandestini e il sequestro di oltre 415 reperti, molti dei quali erano stati illecitamente esportati e commercializzati all’estero, con attività di monitoraggio di piattaforme online e case d’asta false. Tra i sequestri più significativi, spiccano 250 beni culturali rintracciati in Italia e all’estero, tra cui reperti in Belgio, Spagna e Francia, pronti per il rimpatrio.
Le attività di prevenzione e controllo sono state intense: sono stati effettuati 88 controlli presso esercizi commerciali e fiere di oggetti antiquariali, verifiche di sicurezza in musei e archivi, e controlli nelle aree archeologiche più esposte. In particolare, sono stati sequestrati immobili e strutture abusive nelle zone vincolate di Trani e nelle Isole Tremiti, contribuendo a preservare il paesaggio e il patrimonio edilizio tutelato.
Un momento di rilievo è stato rappresentato dal rimpatrio di 21 crateri apuli provenienti dal Museo Nazionale di Berlino, sequestrati negli anni ’80 e restituiti grazie a indagini coordinate con le autorità tedesche. Inoltre, sono state eseguite operazioni di grande impatto contro un sodalizio criminale dedito allo scavo clandestino e alla vendita di reperti archeologici, che operava tra Italia, Belgio, Spagna e altri paesi europei.