venerdì, 17 Aprile, 2026
CronacaAttualitàRegione BASILICATA

Operazioni in Basilicata: il ruolo del Nucleo Carabinieri per la tutela del patrimonio culturale nel 2024

Nel 2024, il Nucleo Tutela Patrimonio Culturale dei Carabinieri di Bari ha rafforzato il suo impegno nella salvaguardia del patrimonio culturale di Puglia e Basilicata, portando a termine importanti operazioni di recupero e restituzione di beni culturali a rischio di definitiva dispersione. Con una competenza interregionale, il nucleo ha svolto un’attività intensa e strategica contro il traffico illecito di reperti archeologici, furti, scavi clandestini e opere abusive, contribuendo significativamente alla protezione della ricchezza storica e artistica delle due regioni.

L’attività del nucleo ha portato al recupero e alla restituzione di 3.713 beni culturali, tra cui reperti archeologici, libri antichi, opere d’arte false e documenti storici, con un valore stimato di circa 2.827.500 euro. Rispetto al 2023, si registra un aumento delle denunce e dei sequestri, evidenziando un incremento dell’attività investigativa e repressiva. Sono state denunciate 157 persone (contro le 95 dell’anno precedente) e sequestrati 4.286 reperti archeologici e beni antiquariali, tra cui oltre 2.300 monete e numerosi manufatti provenienti da scavi clandestini.

Particolare attenzione è stata data al traffico illecito di reperti archeologici, spesso provenienti da siti della Basilicata e della Puglia. Le indagini hanno portato al deferimento di 35 persone per scavi clandestini e il sequestro di oltre 415 reperti, molti dei quali erano stati illecitamente esportati e commercializzati all’estero, con attività di monitoraggio di piattaforme online e case d’asta false. Tra i sequestri più significativi, spiccano 250 beni culturali rintracciati in Italia e all’estero, tra cui reperti in Belgio, Spagna e Francia, pronti per il rimpatrio.

Le attività di prevenzione e controllo sono state intense: sono stati effettuati 88 controlli presso esercizi commerciali e fiere di oggetti antiquariali, verifiche di sicurezza in musei e archivi, e controlli nelle aree archeologiche più esposte. In particolare, sono stati sequestrati immobili e strutture abusive nelle zone vincolate di Trani e nelle Isole Tremiti, contribuendo a preservare il paesaggio e il patrimonio edilizio tutelato.

Un momento di rilievo è stato rappresentato dal rimpatrio di 21 crateri apuli provenienti dal Museo Nazionale di Berlino, sequestrati negli anni ’80 e restituiti grazie a indagini coordinate con le autorità tedesche. Inoltre, sono state eseguite operazioni di grande impatto contro un sodalizio criminale dedito allo scavo clandestino e alla vendita di reperti archeologici, che operava tra Italia, Belgio, Spagna e altri paesi europei.

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