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venerdì, 17 Aprile, 2026
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Caos al pronto soccorso di Vallo della Lucania. Il Nursind denuncia “clima intollerabile”

Tensioni alle stelle, allontanamenti forzati, accuse incrociate e dimissioni annunciate. È il quadro esplosivo che si è delineato nei giorni scorsi al Pronto Soccorso dell’ospedale di Vallo della Lucania, dove la presunta uscita di scena della dottoressa Antonietta Sica, dirigente medico, ha innescato un’ondata di polemiche e interrogativi.

A rompere il silenzio è il Nursind Salerno, sindacato delle professioni infermieristiche, che con una nota durissima racconta la propria versione dei fatti.

«Quello che è accaduto nei locali del Pronto Soccorso è semplicemente vergognoso», afferma Biagio Tomasco, segretario territoriale del Nursind. «Un infermiere con prescrizioni lievi, valutato regolarmente dal Medico Competente, è stato allontanato dal servizio in modo arbitrario dalla dottoressa Sica, con atteggiamenti autoritari e un tono assolutamente inaccettabile».

Secondo il sindacato, l’infermiere – costretto ad assentarsi dal turno – è stato reintegrato successivamente dal Direttore Sanitario, ma sarebbe stato nuovamente aggredito verbalmente, riportando conseguenze psico-fisiche che hanno richiesto assistenza medica e sette giorni di riposo certificati.

La situazione si sarebbe ulteriormente aggravata quando la dottoressa Sica avrebbe disposto ferie d’ufficio per alcuni colleghi, accusati di aver semplicemente “fatto il proprio dovere”, generando – secondo il sindacato – un danno organizzativo notevole in un reparto già al limite per la cronica carenza di personale.

Adriano Cirillo, segretario amministrativo del Nursind, pone l’accento sulle accuse avanzate dalla dottoressa Sica: «Le denunce di bossing e discriminazione di genere devono essere chiarite al più presto. Se sono fondate, la Direzione Sanitaria deve intervenire. Se invece non lo sono, siamo di fronte a un grave atto di diffamazione istituzionale».

Il Nursind chiede un intervento urgente del Comitato Unico di Garanzia e della Direzione Generale dell’ASL Salerno: «Non è accettabile che una vicenda di tale gravità venga archiviata nel silenzio. A pagare il prezzo più alto sono i professionisti dell’emergenza e, di conseguenza, i cittadini del Cilento», concludono Tomasco e Cirillo.

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