Fa discutere il caso della bambina di cinque anni colta da malore nel pomeriggio di domenica sulla spiaggia del Lido di Policoro. Mentre il Dipartimento di Emergenza e Urgenza dell’Azienda Sanitaria Locale di Potenza difende l’efficienza e la tempestività dell’intervento del 118, la famiglia della piccola racconta un’esperienza ben diversa, denunciando gravi disservizi al Pronto Soccorso.
A fornire i dettagli tecnici dell’intervento è Serafino Rizzo, responsabile del Dipartimento, che ricostruisce così i fatti: la chiamata di soccorso è giunta alla centrale operativa alle ore 16:05, l’ambulanza è stata allertata alle 16:07 e partita dalla postazione ospedaliera costiera alle 16:11. Il mezzo è giunto sul luogo dell’intervento alle 16:23, ovvero 12 minuti dopo la partenza. Dopo i primi accertamenti sul posto e l’assegnazione di un codice verde, l’ambulanza è ripartita alle 16:35, arrivando al pronto soccorso di Policoro alle 16:46.

“Si è trattato di soccorsi tempestivi e di una corretta gestione clinica del caso – ha dichiarato Rizzo – a dimostrazione dell’efficienza del sistema 118, sempre pronto a intervenire in tempi rapidi con valutazioni adeguate alle condizioni dei pazienti”.
Ma la versione fornita dai genitori della bambina racconta un’altra realtà: “alle 14:10, una bambina — mia figlia — di cinque anni si sente male in spiaggia, a Policoro. Una semplice congestione, direte. Ma una congestione può essere pericolosa, anche mortale. Fortunatamente, due medici presenti al lido intervengono prontamente e le prestano i primi soccorsi”, raccontano.
Secondo quanto riferito, nonostante l’intervento dei presenti, le condizioni della bambina non migliorano. “Dopo due ore, la bambina continua a stare male. Si chiama il 118. Passano 30 interminabili minuti prima che arrivi l’ambulanza”, prosegue il racconto.
A far discutere è soprattutto quanto accaduto dopo l’arrivo al Pronto Soccorso: “Ci accoglie il caos: pazienti in attesa da ore, urla, disorganizzazione totale. Alcuni erano lì dalle 10:30 del mattino. Ora erano quasi le 17. E qui avviene l’assurdo: una bambina di cinque anni, in evidente difficoltà, resta in attesa per oltre un’ora e mezza. In qualsiasi altro ospedale, il pronto soccorso avrebbe subito mandato la bambina in reparto pediatrico. Qui invece si resta lì, seduti, ignorati”.
Il contrasto tra i dati ufficiali forniti dall’Azienda Sanitaria e il vissuto diretto della famiglia riapre il dibattito sull’organizzazione dell’assistenza sanitaria in Basilicata, in particolare durante i periodi di maggiore afflusso turistico. Resta ora da capire se saranno presi provvedimenti per accertare eventuali responsabilità e migliorare un sistema che, in casi delicati come quello di un minore, dovrebbe garantire tempi e modalità di intervento più efficaci a tutti i livelli.













