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venerdì, 17 Aprile, 2026
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Bambina colta da malore in spiaggia a Policoro: soccorsi attivati, ma la famiglia denuncia criticità al pronto soccorso

Fa discutere il caso della bambina di cinque anni colta da malore nel pomeriggio di domenica sulla spiaggia del Lido di Policoro. Mentre il Dipartimento di Emergenza e Urgenza dell’Azienda Sanitaria Locale di Potenza difende l’efficienza e la tempestività dell’intervento del 118, la famiglia della piccola racconta un’esperienza ben diversa, denunciando gravi disservizi al Pronto Soccorso.
A fornire i dettagli tecnici dell’intervento è Serafino Rizzo, responsabile del Dipartimento, che ricostruisce così i fatti: la chiamata di soccorso è giunta alla centrale operativa alle ore 16:05, l’ambulanza è stata allertata alle 16:07 e partita dalla postazione ospedaliera costiera alle 16:11. Il mezzo è giunto sul luogo dell’intervento alle 16:23, ovvero 12 minuti dopo la partenza. Dopo i primi accertamenti sul posto e l’assegnazione di un codice verde, l’ambulanza è ripartita alle 16:35, arrivando al pronto soccorso di Policoro alle 16:46.

“Si è trattato di soccorsi tempestivi e di una corretta gestione clinica del caso – ha dichiarato Rizzo – a dimostrazione dell’efficienza del sistema 118, sempre pronto a intervenire in tempi rapidi con valutazioni adeguate alle condizioni dei pazienti”.

Ma la versione fornita dai genitori della bambina racconta un’altra realtà: “alle 14:10, una bambina — mia figlia — di cinque anni si sente male in spiaggia, a Policoro. Una semplice congestione, direte. Ma una congestione può essere pericolosa, anche mortale. Fortunatamente, due medici presenti al lido intervengono prontamente e le prestano i primi soccorsi”, raccontano.

Secondo quanto riferito, nonostante l’intervento dei presenti, le condizioni della bambina non migliorano. “Dopo due ore, la bambina continua a stare male. Si chiama il 118. Passano 30 interminabili minuti prima che arrivi l’ambulanza”, prosegue il racconto.

A far discutere è soprattutto quanto accaduto dopo l’arrivo al Pronto Soccorso: “Ci accoglie il caos: pazienti in attesa da ore, urla, disorganizzazione totale. Alcuni erano lì dalle 10:30 del mattino. Ora erano quasi le 17. E qui avviene l’assurdo: una bambina di cinque anni, in evidente difficoltà, resta in attesa per oltre un’ora e mezza. In qualsiasi altro ospedale, il pronto soccorso avrebbe subito mandato la bambina in reparto pediatrico. Qui invece si resta lì, seduti, ignorati”.

Il contrasto tra i dati ufficiali forniti dall’Azienda Sanitaria e il vissuto diretto della famiglia riapre il dibattito sull’organizzazione dell’assistenza sanitaria in Basilicata, in particolare durante i periodi di maggiore afflusso turistico. Resta ora da capire se saranno presi provvedimenti per accertare eventuali responsabilità e migliorare un sistema che, in casi delicati come quello di un minore, dovrebbe garantire tempi e modalità di intervento più efficaci a tutti i livelli.

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