Dalla Vallo di Diano alle geometrie rinascimentali di Vicenza. Il Gin Agnes di Sala Consilina è tra i protagonisti della mostra-evento “L’insostenibile ineffabilità della bellezza”, curata da Michele Colitti e Valeria Fallico del Politecnico di Torino. Un progetto accademico che si è trasformato in un vero e proprio evento culturale nella storica Basilica Palladiana, dove architettura, design e gusto si intrecciano in un’unica esperienza immersiva.

La mostra indaga il concetto di bellezza attraverso quattro simboli geometrici – cerchio, ellisse, triangolo e dodecaedro – in un percorso espositivo che attraversa natura, corpo, progetto e interiorità. Ma accanto al pensiero e alla forma, la bellezza si assapora anche.
Il Gin Agnes, preparato da Enzo Vespoli e Maurizio Caporale, è diventato filo conduttore di un’esperienza sensoriale unica, grazie a un menù finger food ispirato alle sue botaniche mediterranee. Un sorso che racconta autenticità, equilibrio e legame con la terra, proprio come l’allestimento architettonico.
Il progetto nasce all’interno del Politecnico di Torino con l’obiettivo di formare giovani progettisti nella sfida più alta: progettare la bellezza. E lo fa con uno sguardo interdisciplinare, dove perfino il cibo si fa architettura del gusto.
“L’insostenibile ineffabilità della bellezza” si conferma così non solo una mostra, ma un invito a sentire, vedere e gustare ciò che il mondo ancora può offrire di autentico – anche in un semplice bicchiere di gin.