Da oggi, 1° ottobre, la Basilicata è ufficialmente senza Frecciarossa. La sospensione del collegamento Taranto–Metaponto–Roma rappresenta ben più di un disservizio tecnico: è il simbolo di un isolamento che si trascina da decenni.

A denunciarlo è il Comitato Spontaneo Giovani Agricoltori Lucani, che in una nota parla con chiarezza: «Non è normalità, è l’ennesima dimostrazione che la nostra regione resta indietro».
Il motivo ufficiale è l’interruzione per lavori sulla linea. Ma i giovani agricoltori non ci stanno: «In un Paese moderno, la manutenzione non può significare isolamento».
Sottolineano come il Frecciarossa lucano fosse già un compromesso, viaggiando su binari vecchi, con tempi di percorrenza fuori standard. La sospensione – dicono – è la prova che, senza programmazione e contratti stabili, tutto resta precario.
Il comitato chiede infrastrutture essenziali: ferrovie moderne, collegamenti rapidi con aeroporti vicini, investimenti certi e duraturi.
Accolgono con prudenza l’annuncio della Regione di “nuove intese per mantenere il Frecciarossa”: «Servono fatti, non slogan. Ai lucani non bastano promesse».
Infine, un messaggio forte: «Il Frecciarossa non è un privilegio, è un diritto. E se tornerà, sarà solo il minimo indispensabile».