ULTIME NEWS!

giovedì, 21 Maggio, 2026
AttualitàPrimo pianoRegione BASILICATA

Craco accessibile: una nuova vita per il borgo fantasma grazie alla tecnologia

Il patrimonio culturale non è solo una testimonianza del passato, è un ponte tra generazioni, una risorsa viva che può ancora parlare, insegnare, ispirare. Lo dimostra l’iniziativa presentata ieri, 1° ottobre, nel suggestivo scenario del convento di San Pietro a Craco (Matera), il cosiddetto “borgo fantasma”, dove è stata ufficialmente svelata l’applicazione interattiva “Craco accessibile”. Un progetto ambizioso, pensato per rendere fruibile e inclusiva la memoria storica, architettonica e sociale di uno dei luoghi più affascinanti e simbolici della Basilicata.

“Craco accessibile” è molto più di un’applicazione: è un’esperienza immersiva che permette a visitatori, studiosi e appassionati di immergersi nella storia del borgo. Attraverso ricostruzioni 3D delle fasi costruttive e del processo di abbandono, confronti visivi tra immagini del passato e del presente, e clip di film girati tra i vicoli di Craco, l’app restituisce l’anima di un paese che un tempo pullulava di vita, con botteghe, un cinema e una comunità attiva e accogliente.

Il cuore dell’iniziativa risiede nel recupero e nella digitalizzazione di materiali provenienti da archivi pubblici e privati, oggi restituiti in forma digitale grazie al lavoro coordinato della società Co.m.media, socia del Cluster Basilicata Creativa. Il risultato è un software intuitivo e accessibile, pensato per coinvolgere un pubblico ampio e diversificato.

L’iniziativa si inserisce nel più ampio progetto “Basilicata Heritage Smart Lab”, finanziato dalla Regione Basilicata, che ha coinvolto oltre cinquanta realtà tra imprese, università e centri di ricerca. Tre postazioni immersive permanenti, affidate alla cooperativa Oltre l’Arte, offrono oggi un’esperienza di visita unica, rendendo il patrimonio di Craco accessibile anche a chi, per ragioni fisiche o geografiche, non potrebbe esplorarlo dal vivo.

Durante l’evento di presentazione, sono intervenuti diversi protagonisti del progetto, tra cui il sindaco di Craco Vincenzo Lacopeta, il coordinatore scientifico Nicola Masini (CNR-Ipsc), la presidente della cooperativa Rosangela Anna Maino, il responsabile scientifico Smart Lab Fabrizio Terenzio Gizzi, il coordinatore tecnico Sergio De Giuseppe e il presidente del Cluster Raffaele Vitulli.

Il progetto “Craco accessibile” rappresenta un modello virtuoso di collaborazione tra enti pubblici, ricerca scientifica, imprese e istituzioni locali. Come ha sottolineato Basilicata Creativa, la sinergia tra CNR, Università della Basilicata, ENEA e numerose imprese lucane ha permesso di sviluppare strumenti digitali innovativi per la valorizzazione dei beni culturali, tangibili e intangibili.

L’auspicio, condiviso da tutti i partecipanti, è che questa esperienza possa proseguire e moltiplicarsi in altri luoghi della regione, in coerenza con le strategie europee e con il Programma PO FESR Basilicata 2021–2027, che promuove la digitalizzazione come leva per la tutela e la valorizzazione del patrimonio.

In un’epoca in cui la memoria rischia di essere dimenticata o banalizzata, iniziative come “Craco accessibile” dimostrano come il digitale possa diventare un potente strumento di riscoperta e condivisione. Non si tratta solo di “ricostruire” un paese, ma di restituirgli dignità, voce e futuro. Rendere il patrimonio accessibile significa renderlo parte di una narrazione collettiva, inclusiva, capace di coinvolgere le nuove generazioni e di rafforzare il senso di appartenenza a una storia comune.

Craco, da borgo abbandonato, torna così a essere un centro vivo di cultura e innovazione. E il suo silenzio, grazie alla tecnologia, parla oggi più forte che mai.

Lascia un Commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Articoli correlati